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VIGILANZA E PORTIERATO IN ASL: “STIPENDI RIDOTTI E DIRITTI NEGATI”

SULMONA, 03 Dicembre — Tagli agli stipendi, salari bloccati, indennità non riconosciute. È il quadro denunciato nei servizi di vigilanza e portierato della ASL Avezzano‑Sulmona dopo il passaggio dell’appalto, dal 1° ottobre 2024, alla Italpol Servizi di Sicurezza.

A intervenire con una nota congiunta sono la Filcams Cgil dell’Aquila e la Uiltucs Abruzzo, che parlano di «condizioni economiche peggiorative» imposte ai lavoratori, «nonostante le disposizioni di gara fossero chiarissime».

Il bando, ricordano i sindacati, prevedeva il subentro del gestore senza peggioramenti contrattuali: Italpol avrebbe dovuto assumere i lavoratori a «condizioni normative, retributive e di tutela del rapporto non peggiorative rispetto a quelle preesistenti». Ma, sostengono le sigle, «le stesse mansioni vengono oggi pagate meno, soprattutto per l’applicazione di un nuovo CCNL che non riconoscerebbe indennità rilevanti, come la maggiorazione per il lavoro notturno».

«L’azienda ha applicato condizioni economiche peggiorative e sta bloccando le progressioni salariali senza alcuna giustificazione. È un arretramento inaccettabile sul piano di salari e tutele», ha dichiarato Andrea Frasca, segretario della Filcams Cgil dell’Aquila.

«Nonostante le pressioni e le azioni avviate anche dalla committenza Areacom, nulla è stato ripristinato. Una posizione incomprensibile, che crea un danno economico e professionale grave ai dipendenti coinvolti», ha aggiunto Alberto Stampone, segretario della Uiltucs Abruzzo.

Nel comunicato viene richiamato anche l’intervento della società committente, Areacom, che — pur essendo «entrata nel confronto» — non avrebbe ottenuto dal gestore il ripristino delle condizioni precedenti.

«Non permetteremo che i lavoratori diventino terreno di risparmio e profitto ingiustificato», ribadiscono Filcams e Uiltucs. Le organizzazioni sindacali annunciano iniziative già programmate: assemblee, mobilitazioni e, se non arriveranno risposte rapide, possibili azioni legali per far valere il contenuto delle prescrizioni di gara e i diritti maturati nei precedenti anni di servizio.

La vertenza, sottolineano dai due sindacati, «rischia di diventare un precedente pericoloso» in un settore fragile e soggetto a continui cambi di appalto. «La continuità del servizio è fondamentale, ma lo è anche la dignità del lavoro. Su questi principi non mediamo», si legge nella nota.

Il fascicolo, a oggi, resta sul tavolo del confronto. La tensione, invece, resta sui volti di chi, dal 1° ottobre, svolge lo stesso lavoro di prima, ma — affermano i sindacati — con meno salario e meno garanzie.

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