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CITTA’ DI CULTURA? NO! SOLO DI GRANDE PARADOSSALE IPOCRISIA

di Luca Barbetta
L’AQUILA – Il 27 giugno 2025 è stata presentata – firmata da decine di genitori, cittadini e cittadine – un’istanza formale chiedendo al Comune dell’Aquila l’estensione del servizio di scuolabus anche alle scuole medie.
Una richiesta semplice, già realtà in oltre l’80% dei comuni italiani di dimensioni simili a L’Aquila.
Una richiesta di buon senso, non un privilegio.
L’11 settembre 2025 il Consiglio Comunale dell’Aquila ha scelto invece di bocciare la proposta.
Eppure nei mesi precedenti erano arrivati messaggi rassicuranti dalla maggioranza. In risposta alle sollecitazioni dei consiglieri comunali Paolo Romano e Stefano Albano, che avevano presentato un ordine del giorno e un emendamento al bilancio per realizzare lo scuolabus anche per le scuole medie, il consigliere Alessandro Maccarone dichiarava pubblicamente:
“L’Amministrazione è estremamente sensibile al tema dello scuolabus. Grazie al lavoro dell’assessore Manuela Tursini si sta già operando per valutare tutte le possibili soluzioni per rispondere alle richieste delle famiglie.”
“Con serietà e impegno stiamo lavorando per garantire coperture certe e pluriennali, dando agli aquilani un servizio strutturale”.
Sono passati mesi. Quale soluzione è stata trovata? Nessuna.
Anzi.
Non solo per le scuole medie lo scuolabus continua a essere negato, ma il servizio per l’infanzia e la primaria è stato ridotto: da 22 corse nell’anno scolastico 2024/2025 a 20 corse nel 2025/2026, come emerso dai dati ufficiali del Comune recuperati da un apposito accesso agli atti della consigliera comunale Stefania Pezzopane. Da cui emerge anche che nell’anno scolastico 2024/2025 sono state respinte 30 domande di accesso allo scuolabus, altre 35 nel 2025/2026, per un totale di 65 famiglie a cui è stato negato il servizio per “criteri di territorialità” non ben definiti.
Tagli, rifiuti, riduzione dei servizi che hanno lasciato ancora più famiglie nell’incertezza, costringendole a incastri quotidiani sempre più difficili tra lavoro, nonni, babysitter e spostamenti impossibili. Dando un contributo anche all’aumento del traffico cittadino, intorno alle scuole.
E mentre i servizi essenziali arretrano, la città si prepara a celebrare un paradosso.
 
L’Aquila “Capitale Italiana della Cultura 2026”.

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