BUIO E RABBIA IN VIA AVEZZANO: LAMPIONI IN TILT TRA LE PROTESTE DEI RESIDENTI
Buio e rabbia in via Avezzano a Sulmona: i lampioni si spengono, i residenti no
Una decina di punti luce della pubblica illuminazione hanno smesso di funzionare, inghiottendo nell’ombra interi angoli del quartiere, uno dei più popolosi della città. Una scena inusuale solo in apparenza: per chi vive qui, il disservizio si somma a una lunga lista di inquietudini che da anni accompagnano la quotidianità.
I residenti protestano, e non soltanto per le strade non illuminate. «Il buio diventa un alleato dei raid ladreschi e degli atti vandalici», denunciano, esprimendo la paura che l’oscurità possa incoraggiare malintenzionati in un’area già segnata dagli episodi di cronaca. Via Avezzano, infatti, da anni occupa le pagine dei giornali per ripetuti episodi incendiari, in particolare quelli che hanno visto auto avvolte dalle fiamme nel cuore della notte. Decine i veicoli divorati dal fuoco in passato, episodi che hanno lasciato un’impronta profonda: una ferita collettiva fatta di sonni leggeri, persiane sbarrate e telefonate notturne ai vigili del fuoco.
Dopo anni di tensione, la richiesta di maggiore sicurezza si era tradotta in un appello preciso al Comune: potenziare il sistema di videosorveglianza, estendendo gli occhi elettronici sul quartiere per arginare il fenomeno e restituire serenità. Ma oggi, dicono i residenti, i timori di ieri si mescolano al malcontento di un presente che sembra non voler cambiare mai.
«Se il Comune non interverrà nelle prossime ore per ristabilire la normalità, faremo un esposto in procura», annunciano con tono furente. Non è la minaccia di un’azione legale, ma il grido di chi non si sente più ascoltato: «I disservizi si verificano sempre nel nostro quartiere. Paghiamo le tasse come tutti, ma per il Comune siamo cittadini di serie B». Parole pesanti come macigni, che raccontano un senso di abbandono più profondo del disservizio stesso.
Una rabbia che non riguarda solo i lampioni spenti, ma la luce di una dignità che i residenti chiedono, ancora una volta, di riaccendere. E in fretta.



