IL CENTRODESTRA IGNORA SULMONA E LA VALLE PELIGNA: NESSUN CANDIDATO LOCALE ALLE ELEZIONI PROVINCIALI
La conferma delle candidature per il rinnovo del Consiglio provinciale dell’Aquila lascia una ferita politica profonda nel Centro Abruzzo: nella lista del centrodestra non compare alcun rappresentante di Sulmona né della Valle Peligna, nonostante Sulmona sia – dopo L’Aquila e Avezzano – la città con il voto ponderale più alto dell’intera provincia.
Al loro posto, la coalizione sceglie due amministratrici provenienti dall’Alto Sangro, Valeria Iallonardi, consigliera comunale di Alfedena, e Patrizia Olivieri, consigliera comunale di Roccaraso. Una scelta che pesa e che fa rumore, perché certifica un dato politico ormai evidente: per il centrodestra il Centro Abruzzo resta un territorio da cui attingere voti, non un’area da rappresentare.
Nonostante il peso determinante dei suoi amministratori nelle elezioni di secondo livello, il centrodestra priva Sulmona anche quest’anno della possibilità di esprimere un proprio candidato consigliere provinciale.
Una scelta che stride con quella del centrosinistra, che invece conferma la fiducia alla sulmonese Antonella La Gatta, inserendola nella lista “La Provincia delle Aree Interne”.
Nella stessa lista figurano anche Maria Silvia Di Giovanni, consigliera comunale di Corfinio, quindi piena espressione della Valle Peligna, e Maria Pia Gentile, consigliera comunale di Opi.
Sulmona e la Valle Peligna sono dunque ben rappresentate nel centrosinistra, a differenza del centrodestra, che ancora una volta guarda altrove.
Il presidente uscente Angelo Caruso, dopo due mandati consecutivi, è l’unico candidato alla presidenza della Provincia dell’Aquila per le elezioni del prossimo 21 dicembre.
Le candidature, depositate entro le ore 12 di oggi, definiscono tre liste per il rinnovo del Consiglio provinciale: in totale 22 candidati si contenderanno i dieci seggi disponibili.
Si tratta, come noto, di elezioni di secondo livello: a votare saranno esclusivamente i 1.239 amministratori dei 107 Comuni della provincia (escluso Rivisondoli, commissariato).
Il presidente resterà in carica quattro anni, il Consiglio due.
La distribuzione ponderale del voto segue le fasce demografiche:
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Fascia A (Comuni sotto i 3.000 abitanti): 966 elettori
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Fascia B (3.000–5.000): 104 elettori
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Fascia C (5.000–10.000): 78 elettori
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Fascia D (10.000–30.000): 33 elettori – qui rientrano Sulmona e Celano
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Fascia E (30.000–100.000): 58 elettori – L’Aquila e Avezzano
Un sistema che rende evidente quanto il voto di Sulmona sia strategico, e proprio per questo la mancata candidatura di un suo rappresentante appare ancor più incomprensibile.
Centrodestra – “Per la Provincia dell’Aquila”
La coalizione schiera:
Gianluca Alfonsi (Gioia dei Marsi),
Daniela Blasetti (Massa d’Albe),
Vincenzo Calvisi (Fossa),
Cinzia Contestabile (Celano),
Antonio Di Bartolomeo (San Demetrio Ne’ Vestini),
Ernesto Fracassi (Avezzano),
Valeria Iallonardi (Alfedena),
Andrea Longo (Gioia dei Marsi),
Patrizia Olivieri (Roccaraso),
Gianfranco Tedeschi (Cerchio).
Assenti Sulmona e l’intera Valle Peligna.
Centrosinistra – “La Provincia delle Aree Interne”
Giacomo Carnicelli (Tornimparte),
Maria Silvia Di Giovanni (Corfinio),
Maria Pia Gentile (Opi),
Giorgio Giovannone (Luco dei Marsi),
Antonella La Gatta (Sulmona),
Lorenzo Rotellini (L’Aquila),
Elia Serpetti (L’Aquila).
Presente Sulmona, presente la Valle Peligna.
Lista civica – “Provincia Territorio – Solidarietà e Sicurezza”
Fabrizio Ridolfi (Avezzano),
Roberto Giovagnorio (Tagliacozzo),
Erica Gismondi (Balsorano),
Rocco Venettacci (Collelongo),
Alessandra Cerone (Avezzano).
Con questa scelta, il centrodestra archivia l’intero comprensorio peligno-sulmese, ignorando la seconda città più grande della provincia dopo Avezzano e la terza per peso ponderale.
Un segnale politico che non passerà inosservato: Sulmona vota, pesa, ma nella lista del centrodestra non conta.
Il centrosinistra, al contrario, punta proprio sulla rappresentanza territoriale, includendo Sulmona e la Valle Peligna.
Una differenza che – anche alle elezioni di secondo livello – rischia di diventare un tema politico di primo livello.




Chiaramente non c’è nessuno che ha voglia di rappresentare questa valle di scempi, passati, presenti e continui.
Ci escludono, persone c’è ne sono, ma ci escludono., così non fanno i fatti loro con comodo.
Andate a cagare!!
Io sono dell’opinione che non deve nascere nessuna nuova stella, ne da sinistra ne da destra.
Potrebbe creare un problema di stabilità politica su di un territorio già altamente soggiogato, asservito e chiaramente indirizzato su altri consolidati quanto finti benefattori!!!
Il problema è capire oggi l’utilità di questo ente, consiglieri comunali che si eleggono il presidente.