ELEZIONI PROVINCIALI, SULMONA PRESA A SCHIAFFI SIA DA DESTRA CHE DA SINISTRA
di Luigi Liberatore – Il sindaco di Castel di Sangro sarà per quattro anni ancora presidente della Provincia di Aquila. Non ci sono motivi per dubitarne né sul piano politico, inteso come filo conduttore di questa Italia alla deriva, nemmeno sul versante dei numeri (cioè voti) che conferiscono alla destra legittimità amministrativa. Non lasciatevi trarre in inganno. Angelo Caruso, appunto, il MazZarino dell’Altosangro, troverà la strada spianata alla riconferma dell’incarico e della funzione non per il fatto che qualcuno gliel’ha predisposti ma per averla tracciata da sé, col suo fiuto dopo anni di apprendistato. E di governo. Vorrei trovare motivi per disperdere quel fluido che sa attrarre simpatie e risorse, proprio per cercare di offuscarne l’immagine giusto per riportare la barra a sinistra, laddove io penso ci sia il terreno della rinascita di quei sentimenti che la destra relega nel cantuccio della esistenza umana. Macchè. Torno al sindaco di Castel di Sangro che dopo due mandati consecutivi è sempre il leader indiscusso della Provincia, unico candidato alle elezioni del 21 dicembre prossimi. Provo un senso di impotenza e di fragilità insieme pensare che la città di Sulmona sia fuori da questa contesa, anche per via di una Destra anonima, refrattaria, annichilita se non avvilita, avviluppata nelle fasce di una disputa “familiare”. Non dobbiamo dirci più nulla sulle condizioni in cui versa. La Destra convincente, autoritaria e assolutistica, vive in riva Sangro, mentre muore e illanguidisce in Valle Peligna. Si dirà, e la Sinistra? Meglio stendere un velo di silenzio pietoso. Tranne qualche singulto, non ci sono ragioni per immaginare una stagione di rinascita fino a che i maggiorenti (Pd, Avs e compagnia cantante) smetteranno di distribuire le loro risorse (pseudo) intellettuali nei circoletti esaltati dal tepore di una stufa e al cospetto di una bevanda calda. Guardate, il sindaco di Castel di Sangro vigila il Centro Abruzzo con l’ossessione di un “lupo”; il segretario regionale del Partito democratico è di Castel di Sangro ma vederlo in giro è cosa rara, sicchè la differenza è tutta lì. Non vorrei pigliarmela coi mulini a vento, ossia con le bandiere, tuttavia mi va di dare un consiglio al nocciolo duro del Partito democratico di Daniele Marinelli e soprattutto del senatore Michele Fina, di riscoprire l’umiltà della strada della sinistra, cioè di rivederci come espressione di entità politica, di sentimenti e non di numeri. In questo senso siamo sempre di meno. Va riconquistato il territorio, soprattutto quello della Valle Peligna. L’Altosangro, per quanto ci riguarda, è perduto. Per quattro anni ancora. Per quanto concerne Sulmona, dopo la cocente sconfitta alla elezioni comunali, le dimissioni in massa della segreteria politica del Pd sarebbe stato l’unico documento visibile ed accettabile del fallimento per, magari, ripartire con umiltà e sacrificio. Manco a pensarlo. Formazione perdente non si cambia. Questa è la nostra strategia vincente…




Luigi…puntuale, preciso, pungente,
obiettivo e veritiero….in una parola ottimo! Cosa aspettarsi da un ” gruppo” (si fa per dire )dirigente dormiente e assente !
Sveglia….è ora….! Cos’altro deve accadere…..boooo!
dice bene, formazione perdente non si cambia
Sulmona Città dismessa, con buona pace dei suoi cittadini e cittadine ma non nel mio nome!