IL SILENZIO DEI PADRI CONTRO IL SILENZIO DEI NIPOTI
IL SILENZIO DEI PADRI contro IL SILENZIO DEI NIPOTI
Elpis
L’impronta di una genealogia antropologica, una evocazione di un Silenzio dei Padri che si accompagnava alla passione collettiva per una politica fatta di scambi e parole “vere”, non viziate e nullificate dall’affermazione di un “io” che insieme è la grande conquista della libertà soggettiva moderna ma anche l’involuzione di un individualismo che ha generato forme di idolatria: Massimo Cacciari nella sua meravigliosa e trasognata locuzione Il Silenzio dei Padri ragiona sul significato del Silenzio nel pensiero dei Padri del Deserto. Silenzio non considerato come assenza di parola, ma come un modo per raggiungere una profonda comprensione: una alleanza tra uomo e natura appena comprensibile per come la concepì il fisico premio Nobel Ilya Prigogine, da divenire mera “scenografia della realtà fisica” nella quale l’Uomo osserva e studia i fenomeni della Natura ponendoli in una situazione ideale ”despiritualizzandoli” li comprende per farne parte”.
Diversamente, quando la Politica (maiuscola) viaggia sul filo del Silenzio dei Nipoti (Sulmona fa scuola!) quando incombe il silenzioimposto (un silenzio improduttivo, sterile, malefico e nocivo) la Politica svanisce, evapora, si dilegua …. e trasmuta in politica(minuscola).
E ne ha ben diritto, perché nel silenzio, la Politica non ha ragion d’essere: perché il Popolo, incomparabile soggetto Politico, diventa soggetto silente, quindi inesistente.
La Politica, invece è discussione, ragionamento, confronto: essa vive nella comunità e nella comunione. Della comunità e per la suacomunione si nutre di dissenso e di conflitto, per trovare sintesi allaricerca del consenso; penetra la collettività sociale per una ricercacostante e faticosa delle vie di sviluppo e di crescita integrali; interroga l’uomo, che però deve farsi cives, per soccorrerlo nelle necessità e nei bisogni; infigge i caposaldi per costruire nuovitracciati, coerenti con l’evoluzione dei tempi che si vivifichino nelle forze delle nuove generazioni.
Al contrario, per quanto appare, nella nostra Sulmona il silenzio la fa da Padrone, o meglio la “deve fare da Padrone”. E ciò non è buon segno. Nel silenzio della Politica, la politica rimugina, cova, trama; si chiude in se stessa, ingravidando il proprio sé fino ad amplificare, oltre misura, sia le proporzioni che i meriti; il silenziodella Politica alimenta la fantasia e l’immaginazione conducendo verso l’astrazione dal mondo reale; il silenzio della Politica porta alla svalutazione, allo svilimento e alla negazione dell’altro. Il silenzio della Politica è il tempio dell’omertà e di tutto ciò che essa comporta e nutre. Il silenzio della Politica, in pratica, è la peggiore offesa contro l’Anima della Società.
E quando il silenzio ingravida contemporaneamente maggioranza ed opposizione nella Politica, chi ne soffre è la Democrazia.
Esiste uno spazio enorme, un’area infinita e disponibile di equilibrio in cui troverebbe abbondantemente posto la Politica di cui oggi avvertiamo tanto la necessità. Ci rendiamo conto che gli esempi provenienti da altri livelli di impegno non sono decisamente edificanti, ma nessuno ci impone di imitare pedissequamente taluni capiscuola che stanno conducendo Sulmona sulla china di una desolata, afflitta, avvilita decadenza (e, checché se ne dica,l’afflizione territoriale coinvolge tutta l’area di riferimento: perché non si dolgano Pratola e Prezza, Sulmona caduta, ruzzolerannonecessariamente a seguire!). L’URBANICIDIO messo in atto è tutt’ora un’emergenza. Scientificamente pianificato da anni, oggi continua ad accanirsi per l’eliminazione delle funzioni (Punto Nascita, Ospedale Primo livello, Tribunale, ….) passando per l’accaparramento di acqua e rifiuti. Esegue la desertificazione collettiva per assenza di piani di sviluppo sociali ed industriai per l’eliminazione delle prospettive di programmi per il reddito familiare, distruggendo persino il paesaggio (SNAM). Alla fine, proietta i sui nefasti effetti, anche sul profondo sentimento religioso –che dei quattro papi Abruzzesi annovera Innocenzo VII e Celestino V tra i “sulmonesi”– proponendo la fine della Cattedra Vescovile di Valva-Sulmona.
Uno spazio enorme che l’opposizione in Consiglio Comunale dovrebbe occupare completamente e con assoluta celerità, proprio per l’imposto Silenzio dei Nipoti, superando la cortina silenziante dominante di questa maggioranza e dei suoi Archimandriti: uno assiso a San Francesco l’altro nell’antro di Malmozzetto.
Qui nella nostra Sulmona, dove si pretende di vivere una dimensione socioculturale importante (la massima pretesa è affidata all’effimero localismo della Giostra, Camerata Musicale, Teatro Coniglia,….) ci si affanna a costruire gregari per discutibili carriere politiche sovracomunali, mentre si potrebbero impiegare energie, agende e le intelligenze per lo sviluppo strutturato della Città, che, da un po’ di tempo è evidente, non gode di ottima salute.
“Da persone al seguito non si cresce poi tanto” (Gianni Brera riferita su Primo Volpi grimpeur gregario di Bartali): le briciole o gli avanzi che cadono dalla tavola non hanno mai ingrassato nessuno, salvo che non si abbia una dimensione così ridotta da non necessitare di molto; pochi esseri viventi vivono ingrossandosi con il parassitismo, ma qui entriamo nel campo delle sanguisughe e la cosa ci riguarda ben poco anzi non ci riguarda affatto.
Dovremmo aver preso coscienza del fatto che “fare Politica” in una piccola comunità come la nostra significa una cosa ben diversa dal tirare a campare sperando nel compare. Il compare, quando c’è, deve mettersi al tuo servizio e non indurti a fare l’esatto contrario. Ma il tempo dei compari generosi è finito, anche perché, se ben ricordo, quelli fattivamente generosi non erano compari, erano punti di riferimento politico, ideologi di un pensiero filosofico (qualunque esso fosse!) riconoscibili in un emblema dall’indiscusso valore storico e sociale. Autori e fautori di presìdi di sviluppo territoriale che altri hanno proditoriamente distrutto per ragioni poco nobili; erano talvolta amici, talaltra compagni, persino camerati, ma giammai compari. Ciò detto, vogliamo renderci conto che dove c’è un padrone ci devono essere necessariamente dei servi, degli inservienti, dei camerieri dal momento che il primo non può sussistere senza i secondi? Sarebbe una contraddizione in termini.
Orbene, dopo tutta questa rievocazione che ha del popolaresco e del drammatico allo stesso tempo, ci vogliamo chiedere quando qualcuno si deciderà a dare corpo al fantasma silente della Politica in questa Città?
Cerchiamo, allora, di rianimare la Città riconducendola ad un respiro Politico che le manca da tempo. Sulmona è sulla soglia dell’asfissia, anche perché costretta territorialmente nella morsa delle comunità viciniori e da politiche infedeli e dall’indifferenza funzionale degli eletti.
I cittadini devono riappropriarsi delle armi dell’interesse verso una vita pubblica completa, attraente, significativa e gratificante, rendendo la partecipazione ad essa utile, opportuna ed indifferibile.
Utilizziamo, quindi il Silenzio dei Nipoti, per pensare, per costruire, per rielaborare il Silenzio dei Padri; per riacquistare consapevolezza, coscienza e coraggio; per parlare finalmente zittendo il rumore dei famigli urlanti. Per sostituire l’inutile opposizione a Palazzo San Francesco (troppo compromessa per gli accordi del passato) con una Politica di opposizione Urbana e Civica.
Questa Città, la nostra Sulmona, ha bisogno di difendersi dall’Urbanicidio in atto, armandosi di un pacifico e propositivo Civismo AntiCivico organizzato per proposte e non per promesse.
“Dobbiamo sostenere tutto ciò che il nemico combatte e combattere tutto ciò che il nemico sostiene.” Mao Tse Tung, Libretto Rosso




… bene, adesso lascia perdere Mao e il suo libretto rosso… rosso come il sangue delle decine di milioni di cinesi morti ammazzati e perseguitati dal regime del “ pensiero unico cinese di Mao “… e cerca di spiegarti con parole e pensieri che possano capire Nonni, padri e nipoti, magari unitamente alle Nonne, alle madri e alle loro adorate nipoti… lascia perdere “ compari e… comari “, servi e inservienti, camerieri, primi e secondi, gregari e portatori d’acqua… e i condottieri Normanni che la storia racconta tutt’altro…