CronacaHomeIn Evidenza

RICHIESTE DI DENARO ALLA MADRE E PORTA SFONDATA: 49ENNE DI POPOLI FINISCE SOTTO PROCESSO

Processo a 49enne di Popoli: richieste di denaro, porta sfondata e l’arresto dopo l’allarme della madre

Una vicenda familiare degenerata tra fragilità, paura e interventi delle forze dell’ordine approda ora in un’aula di giustizia. Un uomo di 49 anni, residente a Popoli e originario di Pacentro, è finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione ai danni della madre, un’anziana donna di 80 anni.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, i fatti risalgono al 2024. Per mesi l’uomo avrebbe messo sotto pressione la madre, arrivando – sostiene l’accusa – a maltrattarla e a tentare di aggredirla anche per somme irrisorie, pochi euro pretesi con insistenza crescente. Nel mese di marzo, come emerge dagli atti, la tensione avrebbe raggiunto un punto di rottura: l’anziana, stanca dell’ennesima richiesta di denaro, non avrebbe aperto la porta di casa al figlio. Lui, per tutta risposta, l’avrebbe sfondata, facendo irruzione nell’abitazione pacentrana della donna per ottenere circa 50 euro.

L’episodio aveva spinto i carabinieri ad avviare le indagini, dopo la segnalazione ricevuta a ridosso di quei giorni. Ma il tentativo – sempre secondo l’impianto accusatorio – non si sarebbe fermato lì. Il 9 maggio, a distanza di qualche mese, l’uomo si sarebbe ripresentato sotto casa della madre, ancora una volta per chiedere denaro. In quella circostanza, profondamente intimorita, la donna aveva composto nuovamente il numero dell’Arma, chiedendo aiuto.

Sul posto era intervenuto il nucleo operativo della Compagnia di Sulmona, che aveva bloccato e arrestato l’uomo in flagranza. Dopo la convalida dell’arresto, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona aveva disposto per lui i domiciliari, da scontare inizialmente in ospedale. Da tempo alle prese con alcune problematiche personali, l’imputato era stato sottoposto a un ciclo di cure mediche, con la necessità di un percorso terapeutico.

Nonostante il quadro umano complesso, la Procura ritiene le accuse “solide” e pienamente sostenibili in giudizio, valutazione condivisa dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Sulmona, che ha rinviato l’uomo a processo. Per l’accusa, la pressione esercitata sulla madre non sarebbe stata episodica, ma parte di un comportamento reiterato, tra vessazioni domestiche e richieste di denaro accompagnate da minacce, fino all’intervento risolutivo delle forze dell’ordine.

Il processo ora si prepara a entrare nella sua fase cruciale: la prima udienza di merito è prevista per il 26 gennaio 2025, quando la vicenda approderà davanti al collegio giudicante del Tribunale di Sulmona.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *