PARTENZA DA “BORGO INCANTATO”: I MERCATINI DI NATALE DI CAMPO DI GIOVE APRONO LE FESTIVITÀ FINO AL 6 GENNAIO
Campo di Giove, 28 novembre 2025 — Un esordio che profuma di montagna e promessa. Nel weekend appena trascorso, il piccolo borgo ai piedi della Maiella ha acceso le sue prime luci natalizie con l’apertura degli attesissimi Mercatini di Natale, giunti in anticipo sul tradizionale calendario di dicembre, per inaugurare la lunga stagione di appuntamenti che accompagnerà il paese fino al 6 gennaio.

La scenografia, complice un tiepido sole di novembre, ha regalato un contrasto suggestivo: l’oro tenue della luce autunnale e il bianco già pieno della Maiella imbiancata a fare da quinta silenziosa ma solenne, come richiamo visivo per i visitatori arrivati da tutta la regione e oltre. Le casette e gli stand si snodano da Piazza Duval al cuore del centro storico, offrendo un percorso che non vuole imitare i modelli standardizzati, ma celebra un’identità costruita nel tempo.

Come ricordato nella nota diffusa dall’amministrazione comunale, la bellezza dell’evento non nasce dalla «perfezione di un’offerta omologata», ma da un viaggio avviato anni fa insieme alla Ferrovia dei Parchi e cresciuto per tentativi, prove, errori ed esperimenti organizzativi: «alcuni riusciti, altri un po’ meno», concede con un’onestà rara il comunicato, rivendicando quell’imperfezione come carburante di crescita.
I Mercatini, che in questa edizione inaugurale hanno già registrato una forte partecipazione, mescolano prodotti d’eccellenza a misura di territorio — dal “fumo” aromatico e resinoso degli arrosticini alle note calde dei dolci della tradizione — con l’originalità dell’artigianato locale. Non un catalogo di oggetti, ma un mosaico di storie: piccoli scorci illuminati, mani operose che incidono il legno, intrecciano fili e danno forma a doni fatti a mano che parlano di memoria prima ancora che di commercio.

Tutto questo, sottolinea il testo del Comune, esiste grazie alle persone: i giovani volontari dell’associazione Proloco Campo di Giove, gli sponsor, gli espositori, gli artigiani e le attività commerciali, motore economico e sociale della comunità. Un ringraziamento che arriva direttamente dalle parole del Sindaco e dell’amministrazione: una narrazione che abbraccia il valore umano dell’organizzazione, il lavoro silenzioso del marketing, le strategie di promozione e la cura di un’accoglienza che, anno dopo anno, si rinnova come un rito laico collettivo.

E poi c’è l’aria. L’aria frizzante che pizzica il volto appena scende il sole, il fumo dei bracieri che s’intreccia alle ombre di avventori infreddoliti, il suono della zampogna che porta echi antichi tra i vicoli del borgo. E c’è il treno: il «fischio liberatorio» del convoglio che arriva, simbolo dinamico di un paese che non è destinazione statica ma esperienza di viaggio, di attesa e di approdo. Il treno storico della Transiberiana d’Italia diventa così metafora e insieme cornice narrativa di un itinerario emozionale prima ancora che turistico.
«La bellezza sta in ogni persona che ci sceglie. Ogni anno», scrive il Comune nella nota, sintetizzando il senso profondo dell’iniziativa.
E Sulmona, la Maiella, la valle, sembrano ascoltare, mentre Campo di Giove consegna il suo messaggio di benvenuto: «Borgo incantato» non come slogan, ma come dichiarazione d’intenti e invito.



