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NORMA TORNA A SULMONA DOPO MEZZO SECOLO: IL BEL CANTO ILLUMINA IL TEATRO CANIGLIA

La valle accoglie la lirica come un ritorno atteso da generazioni: domenica 30 novembre, alle 17.00, il sipario del Teatro Comunale “G. Caniglia” si apre su Norma, la tragedia lirica in due atti di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani. A portarla in scena, per l’appuntamento annuale dedicato all’opera, è l’Ateneo Internazionale della Lirica, realtà culturale fondata e diretta da Stefano Giaroli.

Dopo oltre 50 anni di assenza dai cartelloni cittadini, l’opera simbolo del bel canto torna a vivere nella cornice del teatro sulmonese con un allestimento di prestigio: sul palco l’Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane, diretta dallo stesso maestro concertatore Stefano Giaroli, accompagnata dal Coro dell’Opera di Parma, guidato dal M° Ruben Ferrai. La regia porta la firma di Alessandro Brachetti, nome già legato a stagioni di successo dell’Ateneo. Scene e costumi sono realizzati da Arte Scenica, con contributi creativi di Gabriele e G. Sassi sul fronte scenotecnico e tecnico.

A dare voce alla sacerdotessa druida Norma è il soprano Renata Campanella, mentre il tenore Diego Cavazzin interpreta il proconsole romano Pollione. Ad incarnare l’altra sacerdotessa, Adalgisa, è Marta Pluda, mezzosoprano, nel triangolo d’amore che attraversa gelosie e segreti, confessioni e ripensamenti, fino al rogo tragico che suggella l’opera. Nel cast anche Massimiliano Catellani, basso, nel ruolo di Oroveso, Elena Rapita, soprano, nei panni di Clotilde, ed Enrico Iviglia, tenore, che veste il personaggio di Flavio. Il popolo dei Galli e i soldati romani prendono forma corale attraverso l’ensemble del Coro.

Composta in meno di tre mesi nel 1831, Norma conobbe un debutto travagliato alla Teatro alla Scala, tra i più celebri teatri d’opera al mondo, dove la prima assoluta del 26 dicembre fu un clamoroso fiasco, presto riscattato dal trionfo delle repliche e dal fascino eterno di Casta Diva, invocazione alla luna che da allora pulsa nell’immaginario lirico globale.

A legarla per sempre alla leggenda interpretativa, in epoca moderna, fu Maria Callas, soprano iconica del Novecento, con un repertorio vocale drammatico. Accanto a lei, tra le voci che l’hanno resa immortale, anche Joan Sutherland e Montserrat Caballé. “Casta Diva” è anche il titolo del film del 1935 Casta Diva, diretto da Carmine Gallone, che rievoca in chiave romanzata la vita del giovane Bellini.

L’opera rientra nel cartellone della Camerata Musicale Sulmonese, associazione che da oltre vent’anni promuove la musica nella vallata.

Prossimo appuntamento

La scia della grande musica proseguirà domenica 7 dicembre, alle 17.30, con il concerto per pianoforte di Ramin Bahrami e Danilo Rea. Biglietti disponibili a 40 e 10 euro.

Per informazioni, è attiva la linea dell’associazione al numero 0864 212207. Ufficio stampa curato da Fiorentina Galterio, con contatti mail dedicati per il pubblico e per la stampa.

Una domenica che celebra il bel canto e la tradizione, ma soprattutto il valore dell’ascolto condiviso: a Sulmona la lirica torna ad essere incontro, emozione e patrimonio vivo — nel rispetto delle persone e dell’età di chi sale sul palco e di chi, in platea, sogna insieme a loro.

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