LA GARA DEL COGESA CONFERMA CHE SULMONA È TERRA DI SPECULAZIONI
Mercoledì scorso, la maggioranza del Consiglio comunale ha confermato la volontà di procedere con la gara pubblica per l’affidamento dei servizi di raccolta e gestione dei rifiuti, escludendo l’ipotesi dell’affidamento in house di Cogesa SpA, la società partecipata dai Comuni soci dell’area peligna.
Una decisione contestata apertamente dalle opposizioni consiliari e dai sindacati, che avevano chiesto un passo indietro e l’apertura di un confronto pubblico più ampio. Secondo il comunicato diramato congiuntamente dal Comitato No Snam Sulmona e dal Comitato No Snam L’Aquila, il voto “segna definitivamente la fine della società”, un destino che altri Comuni soci potrebbero presto imitare, spinti da un “effetto domino” ormai avviato.
I toni del comunicato sono netti e privi di sfumature: la scelta di andare a gara pubblica viene definita «dimostrazione di una totale incapacità di azione». L’amministrazione comunale – si legge – avrebbe rinunciato a un vero confronto con i cittadini e con le parti sociali, puntando «unicamente alla privatizzazione dei servizi pubblici» e sottraendosi alle proprie responsabilità.
Secondo i Comitati, la gara non sarebbe affatto l’ultima soluzione percorribile, come sostenuto dal Sindaco. «Cogesa – affermano – avrebbe ancora la possibilità di proseguire la sua attività come società partecipata». La procedura, al contrario, costituirebbe «un decreto anticipato di morte» per la partecipata, consegnando a un limbo d’incertezza il futuro occupazionale di centinaia di lavoratori. «Non c’è un piano chiaro per la tutela occupazionale, né la volontà di approfondire il tema», denunciano ancora le sigle ambientaliste, ricordando come una sospensione della delibera – anche solo temporanea – avrebbe potuto aprire un tavolo di confronto, se davvero ci fosse stato interesse a discuterne.
La preoccupazione non si fermerebbe alla sfera del lavoro. Secondo la nota, la privatizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti rischierebbe di compromettere diritti essenziali: il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini, il diritto alla salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità economica del servizio. Con rischi concreti di aumento delle bollette a carico delle famiglie e di un indebolimento della qualità del presidio ambientale su un territorio già fragile e sotto pressione.
Nel comunicato si richiama un parallelo diretto con la vicenda della centrale e del gasdotto di Snam, bersaglio storico dei Comitati che firmano la nota. Anche in quel caso – sostengono le sigle – la politica avrebbe mostrato una visione “miope”, indifferente all’ascolto del territorio e pronta a cedere alla logica delle grandi opere «senza un reale dialogo sociale».
«Sulmona – scrivono i comitati – è ancora una volta città di speculazioni, dove la classe dirigente non lavora per la propria comunità ma solo per interessi politici». Una conclusione amara che suona come una sentenza: il penitenziario mediatico della cittadinanza si riempie di interrogativi, mentre il vuoto di risposte si fa spazio tra gli argomenti.
La battaglia, però, è appena iniziata. I Comitati annunciano di schierarsi ancora una volta «a difesa del territorio, dell’ambiente e dei servizi pubblici», sostenendo la mobilitazione contro quella che definiscono «un’assurda e miope decisione». Una resistenza che guarda a un futuro possibile, persino quando tutto sembra scritto: un futuro che per ora resta sospeso, come la società al centro di questa storia.




Non solo Sulmona ma tutta l’Italia.
Democrazia speculativa d’interesse politico.
Con la decisione del consigio Comuale del 26 novembre si certifica il termine della politica locale.
Ormai non c’e’ più nula da fare
Due soluzioni:
dimissioni poichè non hanno saputo tutelare il lavoro oggi e l’ambiente domani.
il ritorno al voto lasciando spazio ai giovani perchè dei meno giovani non abbiamo bisogno.
ma il grande manovratore di assunzioni e politiche aziendali che fine ha fatto? A Sulmona tutti sanno quello che accade ed è accaduto ma altrettanto tutti fanno finta di cadere dalle nuvole…. basta per favore ma in questi ultimi 25 anni dove eravate?