COGESA: FORZA ITALIA DIFENDE LA SCELTA DELLA PROCEDURA PUBBLICA
Sulmona, 28 novembre 2025 — La resa dei conti sul futuro dell’igiene urbana a Sulmona assume sempre più la forma di un confronto serrato tra schieramenti politici. Dopo il Consiglio comunale del 26 novembre, il gruppo di maggioranza di Forza Italia Sulmona ha diffuso una nota ufficiale per ribadire la propria posizione a sostegno della gara pubblica per il servizio rifiuti, rispondendo alle critiche sollevate dalla minoranza.
Nel comunicato, il partito esprime «profondo rammarico» per l’atteggiamento dell’opposizione, accusata di aver scelto la leva dell’emotività, senza mettere sul tavolo «proposte giuridicamente fondate e concretamente praticabili». Un affondo che, nella ricostruzione politica di Forza Italia, nascerebbe da una constatazione precisa: la mancanza di un reale confronto con il quadro normativo vigente e con le condizioni finanziarie attuali della società partecipata Cogesa SpA.
Secondo la nota, la minoranza avrebbe chiesto una sospensione della delibera di un mese «senza però accompagnarla a soluzioni tecniche o percorsi giuridicamente sostenibili». Una richiesta bollata come «fantasiosa», tanto più grave — sostengono gli esponenti di Forza Italia — perché avanzata da consiglieri «perfettamente consapevoli dell’impossibilità normativa di un nuovo affidamento in house», ai sensi del quadro legislativo nazionale.
Al centro della replica ci sono anche le parole dell’amministratore unico del Cogesa, Nicola Sposetti, intervenuto in aula, il quale avrebbe ricordato come già nell’estate 2024 — dunque ben prima dell’attuale Consiglio — l’allora amministrazione cittadina, guidata dall’ex sindaco, avesse avviato l’iter tecnologico e burocratico per indire una gara pubblica, prendendo atto proprio dell’impossibilità di proseguire con l’affidamento diretto.
«È bene non dimenticare — sottolinea il comunicato — che quella stessa amministrazione oggi siede tra i banchi dell’opposizione». Un passaggio che punta l’indice sulle «criticità pregresse ereditate», tra cui rilievi della Corte dei Conti, contenziosi in aumento e una relazione di bilancio che — come riportato in aula — parlerebbe di «significative incertezze sulla continuità aziendale».
Forza Italia richiama quindi due pilastri cardine dell’ordinamento: da un lato la gara pubblica come «forma ordinaria di affidamento dei servizi pubblici locali, in attuazione dei principi di legalità, concorrenza e trasparenza», dall’altro l’affidamento in house come «eccezione, consentita soltanto in presenza di rigorosi presupposti di legge, oggi non sussistenti per Cogesa». Una scelta, dunque, «non discrezionale, né politica, ma obbligata».
Il percorso procedurale viene definito «chiaro e lineare»: l’approvazione dell’Ordine del Giorno del 22 settembre, la Delibera di Giunta n. 82 del 25 settembre che ne ha confermato l’esecuzione e la proroga tecnica del servizio fino al 30 settembre 2025, deliberata — si precisa — «ben prima della richiesta di pausa» avanzata dalla minoranza.
Un altro punto rivendicato con forza riguarda la salvaguardia occupazionale. Nel bando, ricorda il comunicato, saranno previste clausole sociali, già fissate dalla Delibera 82/2025, insieme all’istituzione di un tavolo permanente di confronto con le organizzazioni dei lavoratori, per monitorare gli effetti della transizione verso il nuovo gestore. In aula sarebbe stato richiamato anche un accordo siglato tra AGIR Abruzzo e le sigle sindacali, a dimostrazione della necessità di accompagnare il passaggio «nel pieno rispetto dei contratti collettivi e delle garanzie occupazionali».
La chiusura del comunicato assume i contorni di una promessa politica: «Non lasciare indietro nessuno, né cittadini né lavoratori». Per Forza Italia il punto resta fermo: «respingere ogni tentativo di strumentalizzazione», mantenendo «come unico riferimento l’interesse generale della città».
L’assedio dialettico della politica, a Sulmona, non si placa. La gara diventa così il simbolo non solo di un passaggio amministrativo, ma della più ampia domanda che attraversa la valle peligna: come coniugare vincoli normativi, continuità aziendale e futuro dei servizi pubblici. Una domanda che, d’ora in avanti, dovrà trovare risposta non più nei soli comunicati, ma nelle clausole scritte del bando — e poi nella loro attuazione.



