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RIORDINO DELLE DIOCESI VOLUTO DA PAPA LEONE: SCOMPARE QUELLA DI SULMONA

Riordino delle diocesi, la riforma di Papa Leone agita l’Abruzzo: scompare Sulmona-Valva

 

Il riordino parte da Assisi, ma il suo eco rimbalza fino alle montagne d’Abruzzo, dove una tradizione secolare teme di spegnersi dentro una mappa ridisegnata. La riforma voluta dal pontefice Papa Leone – incentrata sull’accorpamento delle sedi ecclesiastiche più piccole per fronteggiare il calo di sacerdoti, fedeli e risorse – potrebbe cambiare radicalmente il volto geografico della Chiesa nella regione.

Secondo l’ipotesi che ha iniziato a circolare negli ambienti istituzionali ed ecclesiali, l’Abruzzo conserverebbe solo tre grandi diocesi: Arcidiocesi dell’Aquila, Arcidiocesi di Chieti‑Vasto e Arcidiocesi di Pescara‑Penne. Contestualmente sparirebbero diverse circoscrizioni storiche, tra cui la Diocesi di Sulmona‑Valva, destinata, secondo il progetto, a essere accorpata all’Aquila.

Per la città di Sulmona e per l’intero territorio della Valle Peligna, questo non è un semplice cambio di perimetro: è la possibile scomparsa di un presidio identitario. Parrocchie, archivi, cammini pastorali, tradizioni liturgiche e riferimenti comunitari finirebbero inglobati dentro la struttura aquilana, lasciando sul territorio un senso di perdita che in molti descrivono come lacerante.

Riordino delle Diocesi

I primi malumori sono già visibili. I sindacati del comparto, associazioni cattoliche locali e gruppi spontanei di cittadini – pur non formalmente parte del processo decisionale – si sono ritrovati in queste ore a commentare con preoccupazione e amarezza. Nei bar, sui sagrati, nelle conversazioni online corre lo stesso filo narrativo: “Sulmona rischia di diventare periferia anche nella geografia ecclesiale”, ripetono in molti.

Il vescovo dell’Aquila non ha ancora commentato ufficialmente il piano, ma gli ambienti vicini alla Conferenza Episcopale Italiana ricordano che la riforma, se confermata, non avrà attuazione prima del 2026, con una fase di discernimento che coinvolgerà le conferenze regionali e la Santa Sede.

A Sulmona, tuttavia, l’attesa non stempera l’inquietudine. Per i lavoratori di Cogesa, al centro ieri della protesta durante il consiglio comunale straordinario a Palazzo San Francesco, e per una città che negli ultimi anni ha già visto ridurre progressivamente i propri presidi amministrativi e industriali, la riforma ecclesiale rischia di essere letta come un ulteriore arretramento simbolico del territorio.

Tra chi la considera una scelta inevitabile di razionalizzazione e chi invece la ritiene un colpo alla rappresentanza delle comunità interne, il dibattito è solo all’inizio. L’Abruzzo osserva il disegno della riforma, Sulmona ne sente già il peso: più che un accorpamento, per molti qui ha il suono di una sottrazione. E nessuna mappa, da sola, potrà spiegare ciò che una comunità teme di perdere.

6 commenti riguardo “RIORDINO DELLE DIOCESI VOLUTO DA PAPA LEONE: SCOMPARE QUELLA DI SULMONA

  • Bisogna avere fede e arrendersi agli eventi.
    Tutto è deciso dalle sfere alte e intelligenti ed è chiaro che Sulmona non conta più niente.

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    • Pratolano

      che tristezza leggere sempre gli stessi pensieri, tipico di una comunità (tutta la valle) cieca, sorda e soprattutto ignorante nel senso che ignora le vere ragioni di questo impoverimento, denatalita’, scarsi servizi, mancanza di programmazione ed affarismo personale ci hanno portato a questo con grave colpa del popolo che si è sempre accontentato di pochissimo ed ha sempre girato la testa dall’altra parte. Considerata la velocità in cui gira il mondo siamo dietro agli ultimi. Viva l’Italia.

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  • Giacomo Faggioni

    Non c’è più religione.
    Ci tolgono il vescovado. Chissà cosa ci faranno in quella sede?
    Un altro albergo per il turismo religioso, penso.
    La Chiesa ha sempre bisogno di soldi.

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  • SalviamoSulmona

    Essere costantemente in emergenza è l’ordinaria condizione della città che ormai vive la sua quotidianità nella difesa affannosa di quel po’ che le rimane.
    Strategie di sviluppo, ricerca di nuovi insediamenti produttivi, sono argomenti che secondo me, non compaiono più neanche nelle agende di lavoro di chi ci rappresenta.
    Una città abbandonata a sé stessa impegnata com’è a ragionare solo ed esclusivamente sui destini del Cogesa, del canile municipale e della mensa scolastica.
    Una sconfitta totale!

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  • ‍♀️

    Benissimo!!!!!!
    Anche la chiesa si arrende!!!!
    Ormai è conclamato, siamo all’ultimo rantolo‍♀️
    Senza lavoro non si procrea.
    Anche il più scemo del mondo lo capisce, tranne i nostri governanti.
    Ma tanto prima o poi il cerchio si chiude ed anche loro moriranno di fame, perché non avranno più nessuno da spremere.
    Meditate gente, meditate.

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    Risposta

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