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MINACCE E URLA IN TRIBUNALE: INTERROTTE LE UDIENZE PENALI NELL’AULA 1

La testimonianza interrotta dalle urla, la tensione che si allarga all’atrio, la paura che costringe a tornare sui propri passi. Mattinata convulsa al Tribunale di Sulmona, dove le udienze penali in corso nell’aula 1 sono state segnate da un acceso episodio di cronaca.

Tutto è accaduto mentre un teste stava rendendo la propria deposizione davanti al giudice Irene Giamminonni, impegnata nel procedimento a carico di una donna di Castel di Sangro finita alla sbarra per danneggiamento in seguito a un incendio.

A un tratto, il compagno dell’imputata – presente tra il pubblico – ha perso il controllo, scagliandosi verbalmente contro il teste. “Non stai dicendo la verità. Vergognati. Vedi che succede”, ha urlato in aula, interrompendo il corso dell’udienza. L’uomo è stato quindi allontanato dai presenti, riportando l’ordine nel corridoio del Tribunale ma non la calma.

Pochi istanti dopo, quando il teste ha concluso la propria deposizione ed è uscito dall’aula, il compagno dell’imputata lo ha raggiunto all’ingresso principale del palazzo di giustizia, minacciandolo apertamente. “Poi vedi che ti combino. Ti faccio vedere io”, ha insistito l’uomo con toni gravi, pronunciando frasi che hanno spinto il teste a rientrare immediatamente in aula per avvisare il giudice dell’accaduto.

Di fronte alla nuova escalation, la giudice è uscita nell’atrio chiedendo l’intervento dei servizi di sicurezza del palazzo. A essere chiamate sono state le guardie giurate, afferenti al servizio di vigilanza interna del servizio di sicurezza giudiziaria. Gli operatori hanno preso in carico il teste, scortandolo in sicurezza fino alla sua vettura per consentirgli di lasciare il luogo, considerato il rischio per la sua incolumità.

Nessuna persona è rimasta ferita, ma l’episodio ha creato un clima di forte apprensione e ha riportato al centro dell’attenzione la sicurezza nelle aule giudiziarie, dove lo scontro verbale e le tensioni personali possono a volte travalicare il perimetro del processo.

L’uomo, allontanato dal Tribunale, potrebbe ora dover rispondere delle minacce proferite fuori dall’aula. Il fascicolo, per quanto trapela, resta aperto, mentre il procedimento originario a carico della donna prosegue nel suo iter di primo grado.

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