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COGESA IL FALLIMENTO DI FRATELLI D’ITALIA E LE BUONE RAGIONI DI LA CIVITA (PD)

di Luigi Liberatore

Mi troverei con loro. Con gli operai del consorzio, con le maestranze, con gli impiegati stessi se dovessero domattina decidere di scioperare, di lasciare nei secchi i rifiuti, se decidessero di non raccogliere le immondizie dei sessanta e oltre comuni gestiti, e di chiudere le isole ecologiche. Di salire sulle barricate, insomma, al grido di “che l’Inse” che non è il prototipo del Balilla come inteso dalla destra, ma del liberatore proprio dalla oppressione. Di affondare nel marciume come senso di liberazione. Ieri il Comune di Sulmona, la maggioranza proterva e selvatica guidata da Fratelli d’Italia ha negato il salvataggio di centinaia di lavoratori del Cogesa sull’assunto di un non meglio identificato impedimento per riassegnare al consorzio l’affidamento della raccolta dei rifiuti. Di questo si tratta, in parole povere. Perché, sempre in parole ancora più povere e prive di ogni altra interpretazione, la destra, cioè Fratelli d’Italia e affiliati per capirci, tende alla privatizzazione, come nella Sanità, di affidare cioè un servizio di carattere ambientale al profitto. Ho motivi, anche del tutto personali, di non richiamare fatti e personaggi che hanno consentito la discesa agli inferi di Cogesa ritenendo il consorzio comunale come cortile di casa; tuttavia ho sempre pensato che l’azienda fosse migliore dei suoi amministratori che nel tempo di Cogesa si sono serviti per i loro giochi, facendone un poltronificio sui sudori dei lavoratori. Non hanno voluto che Franco Gerardini, un manager di elevato spessore, potesse riportare ordine nei conti e nelle attività. Fu bruciato da uno schieramento (di sindaci) che cedeva, senza forse, alla lusinga della privatizzazione. Ieri, l’amministrazione comunale di Sulmona, cioè il Comune che non pagava per alcuni servizi che Cogesa riservava alla città,  come d’altronde altri sindaci del comprensorio, ha deciso di voler affidare ad altri il servizio con l’indire una gara pubblica. Come dire, intanto non ti pago, e mi rivolgo altrove. Gran brutto epilogo. Il sindaco Tirabassi, perché è lui che “tira” le fila, se non altro perchè è il sindaco di Sulmona, ha deciso di lasciare in brache di tela centinaia di lavoratori del consorzio Cogesa, prospettando per loro e le loro famiglie un futuro tutto da delineare. E’ questo che si voleva? Lo stesso commissario ha giurato che Cogesa ha in sé potenziali per riassumere in house il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Guardate che tra lavoratori e famiglie coinvolte i numeri sono esponenziali. Confesso che il partito democratico di Sulmona non ha raccolto, oltre al rifiuto schematico nei riguardi della destra, grande consenso da parte mia che peraltro conta uno meno di uno. Tuttavia mi hanno confortato le parole dette dal capogruppo del PD in senso al consiglio comunale di Sulmona, Ornella La Civita, la quale ha affermato che la “Continueremo a batterci contro il profitto a tutela delle maestranze e per un servizio che altri vogliono sacrificare con troppa superficialità”. La sinistra, con tutti i guai che l’affliggono qui a Sulmona come nel resto dell’Italia, è l’unico e ultimo baluardo. Vale la pena crederci. Anzi, vale La Civita….     

3 commenti riguardo “COGESA IL FALLIMENTO DI FRATELLI D’ITALIA E LE BUONE RAGIONI DI LA CIVITA (PD)

  • Hanno tutti inciucciato, persino i sindacati, ma LA SINISTRA di certo non sarà la soluzione.

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  • Hanno tutti inciucciato, persino i sindacati, ma LA SINISTRA di certo non avrà la soluzione ma solo problemi.

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  • Salvatore

    Signor giornalista hai notato che che la maggioranza non dice nulla? Chiedi loro perché?

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