A SULMONA TUTTI BERTOLD BRECHT MENO CHE GABRIELE CIRILLI
di Luigi Liberatore
Non ho mai avuto grande passione per Gabriele Cirilli. D’altronde ogni artista è un divisivo, come i politici. C’è chi loama e chi non lo condivide, ovvero chi non lo ama con la sincerità di non condividere la sua arte. E in questo senso possiamo apprezzare il giudizio negativo quando sia legato ad una valutazione soggettiva. Semprechè sia palese il giudizio stesso. Lasciamo perdere l’ambito politico altrimenti saremmo qui a discutere per secoli. Però quando la politica si mescola all’arte, bè allora possiamo anche discutere. Meglio, lasciar perdere. Cirilli non si può discutere in quanto a “scuola”. Lo ha tenuto a battesimo Gigi Proietti e lo ha destinato al pubblico con la sua più ampia dedica: “E’ un talento naturale”, disse di lui dopo averlo laureato. Cirilli è di Sulmona, tuttavia la città, quella paludata, ha mostrato di non volergli bene, salvo in piazza, quando lo ha applaudito la gente, cioè il popolo, e non il potere. Aveva chiesto di portare nella sua città natale l’accademia “Factory”, ma l’avevano relegato nel piccolo teatro di una viuzza di Sulmona, una specie di piccionaia, appunto un angolo negletto, sede dei piccioni, riservando il Teatro, quello massimo, ad altri. Disse di no. Andò a Vasto, mi sembra, facendo il pienone. Cabarettista, scrittore, regista, scrittore e comico. Non può piacere a tutti e non è obbligatorio che a Sulmona debba piacere in quanto figlio della città di Ovidio. Urta la coscienza, però, di chi pure non lo abbia tra le sue figure teatrali preferite il fatto che l’essere sulmonese sia il suo peccato che sembra doversi diffondere a più ampi centri concentrici. Un lavoro teatrale a due mani, fatto da lui stesso e dal figlio, figlio d’arte appunto, è stato e premiato in un concorso pubblico a Foggia e non accettato a Sulmona. Le dichiarazioni dell’avvenuta esclusione nella città di Ovidio fanno riferimento a un esercitato rigore selettivo come se a Foggia si sia espressa una giuria dei pedestri e non di maestri d’arte. Come a dire che a Sulmona siano stati esaminati tutti epigoni di Bertolt Brecht o assimilabili al grande fondatore del teatro epico morto a Berlino Est nel 1956 per cui il lavoro di Gabriele Cirilli non potesse appartenere a quella classe. Cirilli non mi ha fatto mai ridere, ma l’ho sempre rispettato per la provenienza della scuola. Sicchè, ex abrupto, sono portato ad apprezzarlo. Sapete cosa, per inverso, mi fa piangere? La supponenza del potere che si estrinseca pure a Sulmona di decidere cosa sia il bello o il brutto, il piacevole o il disgustoso. In breve, cosa faccia comodo al potere. Vorrei che Gabriele Cirilli facesse una battuta in questo senso, di quelle che sciolgono i dilemmi, non col desiderio di abbandonare la casa di Sulmona perché vittima di ostracismo, ma di restare sbeffeggiando il potere. Sulmona è sua come Berlino fu di Kennedy.




Bellissimo articolo. Stavolta caro Luigi sono pienamente in sintonia col tuo pensiero.
Cirilli per scuola e per esperienza avrebbe dovuto essere corteggiato da Sulmona ed avrebbe meritato la direzione artistica del Caniglia ormai da anni, ma la scelta è ricaduta su un parvenu che suonava l’arpa celtica più per le militanze politiche di suo padre e suo suocero e per la sua personale capacità di pencolare fra destra, sinistra e civici che per meriti personali. Per grave colpa dell’oligarchia politica nostrana ci siamo beccati un artista di nome invece che quello (vero) di fatto. Ma tant’è!
Incondizionata solidarieta’ al Sig.Liberatore, che ci fa meglio intendere come e’ trattato il nostro ARTISTA Sulmonese.
Che brutta pagina per la Citta’.
Riconoscenza, zero punto zero.
In questa città se ne sentono per sentirne, il problema nasce dal fatto che tutti parlano e pochi si informano. A Mario di rocco direi di informarsi perché da come scrive è carente di aggiornamenti. L’ Artista di nome ha un curriculum molto più ampio di quello che viene qui annoverato. Ne ha fatta di strada “dall’ arpa celtica ” che in realtà era una Gaita ( cornamusa) solo per precisazione. Seguo quest uomo da quando era un ragazzino e posso assicurare che ha studiato e si è formato in diversi poli universitari italiani ed esteri come compositore. Ha lavorato con Proietti, non vi ha studiato. Si era il compositore di spettacoli del Globe theater, teatro del sommo maestro. Ha lavorato componendo colonne sonore debuttando in grandissimi teatri come ” il piccolo di Milano ” “il teatro greco di siracusa” ” il Quirino di roma” solo per citarne alcuni… desidero sempre per precisare che non è il direttore del teatro maria caniglia ma della sua stagione di prosa.. è un ragazzo lungimirante che ha investito lui stesso per far si che il teatro di Sulmona venisse riconosciuto sul piano nazionale , si perché ha jniziato a coprodurre opere che si esibiscono in tutti teatri italiani… è un giovane di talento che nel periodo peggiore dove i teatri erano chiusi lui ha pensato che la collettività doveva ritrovarsi… cirilli si è fatto la sua vita fuori ed è facile ora venire qui dove tutto è stato costruito da altri …quindi per favore informatevi prima di parlare
In questa città se ne sentono per sentirne, il problema nasce dal fatto che tutti parlano e pochi si informano. A Mario di rocco direi di informarsi perché da come scrive è carente di aggiornamenti. L’ Artista di nome ha un curriculum molto più ampio di quello che viene qui annoverato. Ne ha fatta di strada “dall’ arpa celtica ” che in realtà era una Gaita ( cornamusa) solo per precisazione. Seguo quest uomo da quando era un ragazzino e posso assicurare che ha studiato e si è formato in diversi poli universitari italiani ed esteri come compositore. Ha lavorato con Proietti, non vi ha studiato. Si era il compositore di spettacoli del Globe theater, teatro del sommo maestro. Ha lavorato componendo colonne sonore debuttando in grandissimi teatri come ” il piccolo di Milano ” “il teatro greco di siracusa” ” il Quirino di roma” solo per citarne alcuni… desidero sempre per precisare che non è il direttore del teatro maria caniglia ma della sua stagione di prosa.. è un ragazzo lungimirante che ha investito lui stesso per far si che il teatro di Sulmona venisse riconosciuto sul piano nazionale , si perché ha jniziato a coprodurre opere che si esibiscono in tutti teatri italiani… è un giovane di talento che nel periodo peggiore dove i teatri erano chiusi lui ha pensato che la collettività doveva ritrovarsi… cirilli si è fatto la sua vita fuori ed è facile ora venire qui dove tutto è stato costruito da altri …quindi per favore informatevi prima di parlare. Aggiungo inoltre che è semplice poter parlare con diversi schieramenti politici quando si presentano validi progetti culturali a beneficio della città, concreti, tangibili e i cui risultati sono ormai evidenti a tutti, al punto tale che la stessa organizzazione, che coinvolge molti giovani della città, sia ormai riconosciuta da altre prestigiose realtà della nostra Regione. Solo chi sceglie di non voler vedere tali risultati, fa anche fatica a riconoscerli. Certo è che se del teatro si vuole parlare, quantomeno bisognerebbe frequentarlo!