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SELEZIONI, MALUMORI E VECCHIE FRATTURE: IL CASO CHE RIACCENDE IL DIBATTITO CULTURALE A SULMONA

Un cortometraggio escluso e una polemica che si allarga

L’esclusione del corto L’amore di un figlio, diretto da Mattia Cirilli e interpretato dal padre Gabriele Cirilli, ha riportato in primo piano il tema del rapporto tra artisti locali e istituzioni culturali. La decisione di non selezionare l’opera ha spinto l’attore a dichiarare di voler lasciare la città, scatenando una nuova ondata di discussioni.

Un conflitto che parte da lontano

Le radici della vicenda risalgono al 2022, quando la gestione del teatro comunale fu affidata all’associazione Meta guidata da Patrizio Maria D’Artista. In quell’occasione, l’associazione La Factory legata a Cirilli ricevette la proposta di occuparsi del Piccolo Teatro dedicato a Tony Del Monaco, proposta poi rifiutata dall’attore, che manifestò il proprio disappunto.

Le dichiarazioni del presidente di Sulmonacinema

A riaccendere la discussione sono state le parole del presidente di Sulmonacinema, Marco Maiorano, rilasciate al quotidiano Il Centro. Maiorano ha ricordato il respiro internazionale del festival, che ogni anno riceve circa un migliaio di opere da oltre ottanta Paesi, selezionandone appena una cinquantina. Ha sottolineato la rigidità dei criteri adottati dal comitato e ribadito che il festival punta esclusivamente alla qualità delle opere, indipendentemente dalla provenienza degli autori.

La posizione del sindaco sulle polemiche

Anche il sindaco Luca Tirabassi, sempre intervistato da Il Centro, ha voluto chiarire il proprio ruolo nella vicenda. Ha spiegato di non aver ricevuto una richiesta formale di incontro da parte di Cirilli, pur confermando la personale disponibilità al dialogo. Ha inoltre precisato che le scelte di Sulmonacinema non rientrano nelle competenze del Comune e che eventuali candidature future per la gestione del teatro comunale saranno valutate sulla base dei progetti presentati.

Tra identità cittadina e riconoscimento artistico

Il caso evidenzia una questione più ampia: la difficoltà di conciliare l’esigenza di criteri culturali rigorosi con le aspettative di artisti che rappresentano la città a livello nazionale. Un nodo irrisolto che si trascina dalle amministrazioni precedenti e che oggi torna a far discutere, anche alla luce dei recenti riconoscimenti ottenuti dal cortometraggio di Mattia Cirilli.

Una vicenda destinata a proseguire

Nonostante i tentativi di riportare il dibattito su un piano istituzionale, resta la sensazione che il rapporto tra talenti locali e organismi culturali sia tutt’altro che definito. La storia, con ogni probabilità, avrà nuovi capitoli, alimentati da aspettative, sensibilità personali e scelte artistiche che difficilmente troveranno un equilibrio immediato.

Un commento su “SELEZIONI, MALUMORI E VECCHIE FRATTURE: IL CASO CHE RIACCENDE IL DIBATTITO CULTURALE A SULMONA

  • Non ricordo di aver mai sentito Cirilli spendere due parole contro la chiusura delle aziende locali ed il depauperamento del territorio, legato all’inserimento controcorrente della Snam… però si scaglia contro la città, tutta, perché il politico di turno non gli tributa gli onori che si aspetta. Il Teatro Comunale è tornato a nuova vita, segno che la gestione è stata fatta con criterio e la manifestazione sulmona cinema, gode di rispettabilità, nonostante non selezioni, di default, i corti del figlio. I figlio vanno lasciati volare con le proprie ali, in questo si ravvede la mentalità provinciale che ora disprezza !

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