FRATELLI D’ITALIA E IL SINDACO RIABBRACCIANO VINCENZO DI CESARE E RASSICURANO I DIPENDENTI DEL COGESA
FdI Sulmona dopo il consiglio Cogesa: “Tutela dei lavoratori al centro, avanti con responsabilità”
Clima teso in aula, operai in agitazione, preoccupazioni che escono dai confini del dibattito politico per toccare direttamente il futuro occupazionale di un’intera comunità. Il consiglio comunale straordinario dedicato al tema Cogesa si è chiuso con la scelta della maggioranza di proseguire con la gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di igiene urbana della città, decisione accolta dalle contestazioni dei lavoratori della società pubblica e delle sigle sindacali presenti in aula.
È proprio a loro che si rivolge il comunicato stampa diffuso dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – Sulmona, nato con l’obiettivo di rassicurare gli operai preoccupati per il mancato rinnovo dell’affidamento in house dei servizi, una formula gestionale che finora ha garantito la continuità lavorativa e che, secondo i dipendenti, potrebbe metterla a rischio nel prossimo futuro.
Nel testo diffuso, Fratelli d’Italia ribadisce la “piena compattezza del proprio gruppo consiliare”, sottolineando come il partito locale, pur nella presenza di diverse sensibilità interne, registri con soddisfazione “un rinnovato spirito di unità” e abbia partecipato alla definizione e alla votazione dell’ordine del giorno sulla gara per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani con un approccio considerato “responsabile e costruttivo”.
L’attenzione non è rivolta soltanto agli aspetti tecnici dell’appalto. Se da un lato FdI pone l’accento su “efficienza, qualità del servizio, sostenibilità ambientale ed economica”, dall’altro introduce un punto definito “imprescindibile”: “la tutela dei lavoratori”. Per il partito, qualsiasi perdita di posti di lavoro rappresenterebbe “un duro colpo per l’economia territoriale e la stabilità sociale della comunità”.
La nota traccia una linea politica che prova a tenere insieme modernizzazione dei servizi, trasparenza amministrativa e diritti occupazionali: “Servizi moderni e trasparenti – scrive il gruppo – senza trascurare la sicurezza di chi quotidianamente li rende possibili”.
Un equilibrio difficile, in una città dove Cogesa resta il perno emotivo della controversia, simbolo di identità lavorativa e di stabilità economica per decine di famiglie della Valle Peligna.
Nel finale del comunicato, il partito assicura che continuerà a operare con “unità, serietà e responsabilità, mettendo al primo posto l’interesse della città, dei cittadini e dei lavoratori”.
Parole che ora dovranno misurarsi con l’iter amministrativo della gara e con un confronto sindacale destinato a proseguire. Gli operai attendono certezze concrete, la politica prova a costruire cornici e rassicurazioni: la tensione resta, ma il dialogo, almeno nelle intenzioni, non si ferma.




Chiacchiere e parole al vento, con la gara sarà il privato a decidere i livelli occupazionali con buona pace di tutti. Questa soluzione è tesa a garantire solo i “soliti noti” che dirigono, e che hanno diretto e portato alla rovina il Cogesa. Priva inoltre il Comune di un controllo sui danni ambientali e sulle malattie che stanno devastando le Marane. Nessuno ha parlato del danno ambientale ed alla salute che pure sta creando enormi problemi di salute e di tutela della stessa a ridosso della discarica. I “soliti noti” festeggiano, i creduloni e ricattati li votano, un mondo perfetto. Stile anni 50.
Un consiglio comunale, quello del 26 novembre, penoso
Una assemblea divisa in due da un lato persone con jeans e magliette dall’altra cravatte e borse firmate. Dibattito ferreo da un lato concessiva dall’altro.
Il risultato, già scritto, è stato accolto malamente, le clausole di salvaguardia serviranno a ben poco e questo la città lo sa. E’ facile rifugiarsi su decreti articoli e commi sarebbe bastato invitare l’ex sindaco o ipolitici di turno (che non si sono fatti vedere); é facile citare detti latini quando chi ascolta non ha la certezza di chi ha sbagliato malamente fra la partecipata e egli enti locali; è facile chiedere un tavolo permanente ad atti fatti, lo avevano già chiesto le OO.SS. (la giunta non ha smentito), un tavolo per cosa poi, a che serve ora? Di tutto ciò, come ha evidenziato la minoranza la responsabilità e prettamente dei politici che non hanno saputo tutelare il proprio elettorato, l’ambiente.
Altro tema assente è appunto l’ambiente citatosolo dallaminoranza perchè se c’è una discarica l’ambiente è sconfitto.
Altra tegola in testa a Sulmona. Si scende ancora di un gradino ma per favore non lamentatevi se i giovani vanno via.
E’ meglio andare a casa, i giovani avrebbero fatto di meglio.
Sarà stato un abbraccio sofferto e mortale!