A SULMONA IL LIBRO DEDICATO AL SOCCORSO ALPINO: LE STORIE DI LUCIO DE SANCTIS
Sulmona si prepara a ospitare una presentazione dal forte valore storico e umano. Giovedì 27 novembre, alle ore 18, negli spazi della Libreria Ubik – Corso Ovidio 182, l’attenzione sarà tutta per “Dal diario di un soccorritore di montagna”, il nuovo libro di Lucio De Sanctis, edito da Ricerche&Redazioni.
Si tratta dell’ottavo titolo della collana Duemilanovecentododici, progetto editoriale diretto da Stefano Ardito con la guida culturale di Stefano Ardito, che coordinerà anche l’incontro.
Il volume – 244 pagine nel formato 15×21, 244 pagine, prezzo al pubblico 25 euro – affronta un tema quasi inesplorato per l’Abruzzo: il mondo del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, declinato attraverso l’esperienza diretta dell’autore. De Sanctis ripercorre vent’anni di interventi, avventure e storie vissute come tecnico di soccorso tra gli anni Settanta e Ottanta, offrendo una prospettiva autentica, intensa e a tratti pionieristica, capace di mettere in dialogo due epoche della montagna: quella “ruspante” dei primi elicotteri privi di verricello e delle pesanti dotazioni di allora, e quella tecnologica e mediatica di oggi.

Lo scenario narrativo è l’Abruzzo teramano, con il Gran Sasso d’Italia autentico protagonista dei racconti: il ghiacciaio del Calderone, i nevai duri della Conca degli Invalidi, le lingue di neve sul Ventricini, gli incidenti avvenuti sulle rotte della Traversata Bassa o lungo i canaloni del Corno Grande. Spuntano anche interventi sui Monti della Laga e sui Monti Gemelli, delineando un mosaico territoriale che ha fatto la storia dell’alpinismo regionale.
Ad arricchire la presentazione, gli interventi di figure chiave dell’outdoor abruzzese: Daniele Perilli, Lucio Le Donne, Nino Restaino e ancora Giampiero Di Federico, insieme a Maria Pia Lamberti. L’evento è patrocinato dal S.A.S.A. Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo e dalla sezione locale del C.A.I. Sezione di Sulmona.
Nella prefazione, Ardito invita i giovani alla lettura con parole calde e partecipe ammirazione, mettendo a nudo il filo rosso che collega le disavventure di ieri e quelle di oggi: dagli sciatori partiti senza mappa verso la Traversata Bassa, alle imprudenze moderne di chi affronta i sentieri in infradito. Un racconto che non giudica, ma accoglie, restituendo con forza la dedizione dei soccorritori – ieri come oggi – capaci di immedesimarsi ogni giorno nell’ansia e nella sofferenza di chi attende un aiuto, senza mai voler stigmatizzare l’errore, ma solo riportare a valle la vita.
Al termine dell’incontro, l’immancabile firmacopie, rito che chiuderà la serata trasformando l’esperienza editoriale in una memoria condivisa, tra le luci di Corso Ovidio e i monti che vegliano, silenziosi ma presenti, sulla città.



