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LA FORZA DELLE DONNE: LA CERIMONIA DEL CONSIGLIO REGIONALE RILANCIA LA PROPOSTA DEL GARANTE PER LE VITTIME

Nell’aula “Sandro Spagnoli” il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha celebrato una cerimonia intensa e partecipata, dando voce alle donne sopravvissute alla violenza, ai familiari delle vittime e alle istituzioni. Al centro della giornata, l’appello del Coordinamento Codice Rosso per istituire un Garante regionale che offra tutela, ascolto e sostegno concreto a chi vive il dolore più profondo.

La cerimonia “La Forza delle Donne”, è stata organizzata dalla presidenza del consiglio regionale dell’Abruzzo in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Un appuntamento fortemente voluto dalla vicepresidente Marianna Scoccia, in sintonia con le consigliere regionali, per dare voce alle storie di chi ha affrontato la violenza e per ricordare le donne che non ci sono più.

L’evento si è aperto con il suono di una campana e un minuto di silenzio, seguiti dall’intervento della vicepresidente Scoccia.
Nel suo discorso, la vicepresidente ha ringraziato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, i colleghi consiglieri e gli uffici del consiglio per il supporto all’iniziativa, sottolineando come questa giornata non debba essere vissuta come una mera formalità.

«Oggi — ha detto Scoccia — non è solo una data significativa, è il giorno del rispetto e della verità, il giorno in cui noi istituzioni siamo chiamate a guardarci dentro e a prendere coscienza delle nostre responsabilità. Non possiamo dimenticare le storie delle donne che hanno subito violenza, né lasciare sole le famiglie che hanno perso una figlia, una sorella, una madre. La memoria non basta: dobbiamo trasformare l’ascolto in sostegno e il dolore in azioni concrete. Questo è il senso di questo evento.»

Scoccia ha ricordato l’importanza di creare uno spazio pubblico e istituzionale che metta al centro le testimonianze, affinché nessuna storia venga nascosta o rimanga invisibile.

Dopo Scoccia è intervenuta la consigliera regionale Erika Alessandrini, che ha espresso il proprio sostegno alle iniziative regionali di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne.

Alessandrini ha evidenziato il valore del lavoro condiviso: «Questa battaglia non è di parte, ma riguarda l’intera comunità. Solo unendo competenze e volontà possiamo costruire un futuro libero dalla violenza.»

La proiezione di due video della commissione pari opportunità ha introdotto l’intervento della presidente Rosa Pestilli, che ha presentato il bilancio delle attività svolte nell’ultimo anno e gli obiettivi futuri del CPO: potenziamento dei servizi, sensibilizzazione nelle scuole e sostegno alle reti di protezione.

Uno dei momenti più intensi della mattinata è stato il conferimento degli attestati di merito a quattro donne abruzzesi sopravvissute a violenze gravi e capaci di ricostruire la propria vita con coraggio.

  • Francesca Pace, premiata dalla vicepresidente Scoccia, ha rotto il silenzio dopo anni di abusi, proteggendo sé stessa e i figli.

  • Annarita D’Urbano, cui la consigliera Alessandrini ha consegnato l’attestato, ha fondato il centro antiviolenza Iside trasformando la sua esperienza in un aiuto concreto per altre donne.

  • Manuela Cesta, premiata dalla presidente Pestilli, ha affrontato un difficile percorso giudiziario riuscendo a ricostruire la propria autonomia e dignità.

  • Nadia Lapietra, cui la targa è stata consegnata dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, ha trovato protezione in una casa rifugio e ha saputo riorganizzare la propria vita insieme alle figlie.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata al ricordo delle donne abruzzesi uccise dalla violenza maschile. Le targhe commemorative sono state consegnate ai familiari:

  • La consigliera regionale Carla Mannetti ha consegnato la targa dedicata a Fatime Selmanaj e Senade Selmanaj all’avvocata Emiliana Longo;

  • Rossi ha consegnato la targa dedicata a Ester Pasqualoni al fratello, Mariano;

  • Il vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli ha consegnato la targa dedicata a Anna Carlini alla presidente del Coordinamento Codice Rosso Adele Di Rocco.
  • La vicepresidente Scoccia ha consegnato la targa dedicata a Teodora Casasanta, alla madre Alfonsina Papa;

Un momento carico di emozione, accompagnato da un lungo applauso dell’aula.

Particolarmente atteso e carico di significato è stato l’intervento di Adele Di Rocco, presidente del coordinamento Codice Rosso, che da anni opera a stretto contatto con le famiglie delle vittime di omicidio e femminicidio in Abruzzo. Di Rocco ha presentato la proposta del coordinamento: una legge regionale per istituire un Garante per le vittime e i familiari delle vittime di omicidio e femminicidio, figura già presente in altre realtà italiane e ritenuta ormai indispensabile anche in Abruzzo.

Di Rocco ha ricordato come il gruppo di lavoro del coordinamento sia formato proprio dai familiari di giovani vite spezzate dalla violenza: la madre di Jennifer Stellecchini, la sorella di Anna Carlini, i genitori di Giulia Di Sabatino, i familiari di Manuel Spinelli.
“Trasformare il dolore in qualcosa di concreto è il più grande gesto d’amore possibile verso chi non c’è più”, ha affermato la presidente, sottolineando come troppo spesso familiari e vittime si trovino soli, senza sostegno economico, psicologico e legale.

Nel suo intervento Di Rocco ha rivendicato i risultati ottenuti grazie alla collaborazione con le famiglie: dalla legge del Codice Rosso all’adeguamento dell’indennizzo per gli orfani di femminicidio, fino alle modifiche al rito abbreviato nei casi di omicidi efferati e violenza su minori. Ma ha anche ammonito che non basta:
“Le panchine rosse e le celebrazioni non sono sufficienti. Occorre ascoltare le vittime, studiare i problemi e trovare soluzioni reali. Serve lavorare con i giovani, riportare un linguaggio rispettoso, introdurre formazione obbligatoria sulla violenza e sostenere economicamente l’indipendenza femminile.”

Anche quest’anno, il Comitato unico di garanzia e il Cral del consiglio regionale hanno realizzato l’installazione simbolica “Io non ci passo sopra”: circa 300 scarpette rosse sono state collocate tra il piazzale e il colonnato dell’Emiciclo, insieme ai banner con i nomi delle donne vittime di femminicidio nel 2025.

La cerimonia si è chiusa con il richiamo della vicepresidente Scoccia alla responsabilità comune:
«Non possiamo cambiare il passato, ma abbiamo il dovere di cambiare ciò che abbiamo davanti.»

“La Forza delle Donne” ha ribadito l’impegno del Consiglio regionale dell’Abruzzo nel difendere la vita, la dignità e la libertà di ogni donna, trasformando memoria e testimonianza in azioni concrete.

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