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DALLA PAURA ALLA RINASCITA: LA TESTIMONIANZA DI SARA NELLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

SULMONA – In una giornata dedicata al contrasto della violenza di genere, la voce di Sara, 40 anni, risuona come un monito e insieme una speranza. La sua storia, fatta di anni di soprusi e umiliazioni subite all’interno delle mura domestiche, torna oggi a ricordare quanto sia fondamentale chiedere aiuto e quanto possano essere determinanti le strutture di protezione presenti sul territorio.

Per dodici mesi, Sara ha trovato rifugio nella “Casa delle donne” di Sulmona, una struttura protetta gestita dalla cooperativa Horizon Service, attiva dal 2005 e unica nel suo genere in Abruzzo. È lì che ha potuto riprendere fiato, ricostruire la propria identità e mettere in salvo i suoi figli dopo anni segnati dalla violenza dell’ex marito.

La sua relazione, come spesso accade, era iniziata diversamente. «Quando l’ho conosciuto ero molto giovane. All’inizio sembrava premuroso, protettivo. Ma quella protezione è diventata controllo, e il controllo violenza», racconta la donna al quotidiano Il Centro. Con il tempo, Sara era stata isolata dalla famiglia, dagli amici, persino dal lavoro. E nelle fasi più delicate della sua vita, durante due gravidanze, le aggressioni erano diventate ancora più brutali: calci e pugni alla pancia, minacce, umiliazioni quotidiane.

Nonostante il pericolo, la prima gravidanza era giunta al termine, con un parto difficile ma riuscito. Ma l’arrivo del bambino non aveva cambiato nulla: «Ero costretta a chiedere soldi, a giustificare ogni spesa. Avevo chiesto di tornare a lavorare, ma lui me lo impediva in tutti i modi», racconta Sara. Con una seconda gravidanza, la situazione era precipitata: «Mi picchiava davanti ai bambini. La violenza aumentava. Vivevo nel terrore. Sapevo che dovevo andarmene, ma non avevo denaro né appoggi».

Il passo decisivo è arrivato grazie alla forza di chiedere aiuto. La Casa delle donne l’ha accolta, sostenuta e accompagnata in un percorso composto da consulenze psicologiche, legali e sociali. Un anno dopo, Sara ha trovato il coraggio di ricominciare altrove: oggi vive in un’altra città, insieme ai suoi figli, con un lavoro e una nuova autonomia.

La sua storia è un invito diretto a chi ancora esita a denunciare: «La violenza non è amore», dice oggi Sara. Un messaggio che diventa ancora più potente nel giorno che celebra la lotta contro ogni forma di abuso sulle donne, ricordando che uscire dal silenzio è possibile, e che nessuna deve sentirsi sola.

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