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NINA, L’ORSETTA SALVATA DAL PARCO D’ABRUZZO: DOPO SEI MESI DI RIABILITAZIONE È PRONTA A TORNARE IN NATURA

Il percorso di recupero di Nina, la piccola orsa marsicana rimasta orfana la scorsa primavera, sta per concludersi dove tutto è iniziato: nei boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Dopo sei mesi di cure e monitoraggi, l’istituto è pronto a restituirla alla vita selvatica, segnando un passaggio decisivo per la conservazione di una delle sottospecie di orso più rare al mondo.

La storia di Nina era cominciata nel maggio 2025, quando i guardiaparco intervennero a seguito della segnalazione di un cucciolo solo nei pressi di Pizzone, sul versante molisano dell’area protetta. Il personale decise di trasferirla dapprima nella struttura di Pescasseroli e poi in un’area più ampia e naturale, dove potesse sviluppare comportamenti autonomi limitando al minimo il contatto con gli esseri umani.

Fin dalle prime fasi il Parco ha dovuto affrontare una scelta complessa: lasciarla nel luogo del ritrovamento, condannandola quasi certamente alla morte per la giovane età, oppure intervenire, assumendosi il rischio di farle acquisire un’eccessiva familiarità con l’uomo e comprometterne il futuro reinserimento. La squadra ha scelto la seconda strada, lavorando con un gruppo ristretto di tecnici e una veterinaria per garantirle cura senza abituazione.

Il direttore del Parco, Luciano Sammarone, ha spiegato che l’attenzione è stata massima: Nina non è mai stata nutrita con il biberon, per evitare associazioni pericolose, ed è rimasta un’orsetta diffidente e schiva, seguita sempre dallo stesso piccolo gruppo di operatori. Il recente controllo veterinario ha confermato il suo buono stato di salute: con i suoi 34 chili, mostra forza e vitalità sufficienti per affrontare la vita libera.

Il rilascio avverrà tra dicembre e la fine dell’anno, in una fase dell’anno scelta con cura. L’ingresso nell’inverno, con la prospettiva dell’ibernazione, potrà infatti favorire una sorta di “reset” naturale e darle il tempo di adattarsi nuovamente agli equilibri selvatici.

L’Ente ricorda che, nonostante la preparazione accurata, la natura rimane imprevedibile. Il reinserimento di Nina rappresenta tuttavia un passo essenziale: ogni esperienza simile contribuisce ad affinare i protocolli, ampliare le conoscenze e rafforzare le strategie di tutela dell’orso marsicano. Per il Parco, la sua storia è il risultato di dedizione, professionalità e speranza, ma anche un investimento prezioso per la conservazione della specie.

Nelle prossime settimane Nina percorrerà gli ultimi metri verso la libertà. Il bosco l’aspetta, e con lui un nuovo capitolo per una cucciola diventata simbolo della fragile forza della natura.

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