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“COSA SIGNIFICA PER TE LIBERTÀ”?

di Gioia Perinetti – Un luogo di incontro, ascolto, confronto. Piazza XX Settembre, oggi 23 novembre, ha ospitato una meravigliosa rete: donne e uomini, ragazze e ragazzi testimoni di una società che deve ancora crescere. E’ ormai chiaro a tutti che la violenza sulle donne è un argomento necessario, importante e soprattutto urgente. Notare un confronto tra generazioni, scorgere un’attenzione sincera, percepire l’interesse, è sintomo di un qualcosa che sta cambiando, o che comunque, qualcuno ci sta provando e ci crede per davvero. Inizia tutto dal primo passo, e c’è chi è in cammino da un po’, anche per i tanti che restano seduti o per chi resta a guardare. L’esigenza di saperne di più, la volontà di fare qualcosa di concreto, diffondere giustizia, smuovere coscienze, educare, sono solo alcuni dei pensieri che muovono i presenti a sensibilizzare al tema. “Cosa significa per te liberta?”, una domanda al centro dell’installazione in piazza, una domanda che risuona nelle menti dei partecipanti, di chi ha attraversato corso Ovidio e ha sentito parlare la studentessa Caterina Marzi e l’attivista e divulgatrice femminista di Arci Pescara Benedetta La Penna.

“Mi sento di vivere in un mondo profondamente sbagliato, circondato da una sorta di nuvola di ideali assolutamente retrogradi”, ad affermarlo Caterina Marzi, una studentessa di diciassette anni che non teme di esporre il suo pensiero, la sua essenza. “Vado a scuola, frequento i miei amici, eppure mi sento completamente sola in questa battaglia, priva di sostegno da parte della comunità che mi circonda. Eppure si tratta di una lotta culturale che riguarda tutti quanti noi”. Una giovane donna che ha abbracciato il microfono e ha parlato ai tanti presenti con cuore sincero e tanta consapevolezza. “E’ nato così il filo rosso delle parole” – spiega Caterina – tre giorni di dibattito, riflessione e partecipazione da parte della nostra città.

“La libertà delle donne è messa costantemente in discussione per cui è tanto importante una giornata come quella del 25 novembre per ricordarci effettivamente che violenza e libertà sono purtroppo legate, proprio perché dove c’è violenza la libertà viene assolutamente limitata e amputata”, sottolinea Benedetta La Penna vicino all’installazione in piazza XX Settembre. Il suo intervento ha donato ai presenti spunti ricchi di attualità e forte coscienza critica. Ha parlato di vari tipi di violenza, concetti ancora lontani per i molti eppure l’attivista con delicatezza è riuscita a parlare non solo di violenza domestica e femminicidio ma anche di paura. La paura che vive una donna camminando per strada, il timore delle molestie, la continua critica che deve subire per la forma fisica e per l’abbigliamento scelto per uscire di casa. “La libertà non è solo quella di uscire dalle dinamiche dei femminicidi ma ci sono tantissime micro limitazioni quotidiane che ci privano della libertà: sono tante le violenze invisibili. C’è la violenza psicologica che non si nota facilmente, quella non porta lividi! Ma è quella che svilisce. C’è la violenza simbolica non è fisica, non è psicologica, ma ti plasma. Sono tutti quegli stereotipi che portano una donna a pensare di essere sbagliata. Fatta di aspettative da parte dello Stato, da parte di chi ha intorno”.

L’iniziativa è nata dall’unione di donne della società civile, in collaborazione con il Centro Antiviolenza di Sulmona “La Libellula” gestita Horizon Service Società Cooperativa Sociale, la Diosa Onlus e l’Associazione culturale Studium. Una giornata terminata con un gesto corale: tutti i presenti hanno scritto pensieri personali, emozioni, frasi. Un gesto per sentirsi parte di un insieme. Tutti coinvolti.

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