BIONDI – CONFINDUSTRIA – DOMANDE SCOMODE E LIBERTA’ DI STAMPA
L’AQUILA – Una testata online, pagata dal potere in sella al Comune con soldi pubblici, lamenta che una troupe di La7 abbia inquinato la sceneggiatura preparata per gli 80 anni di Confindustria, addirittura facendo domande al primo cittadino Pierluigi Biondi senza averle prima concordate. Alla faccia dell’articolo 21 della Costituzione e alla deontologia professionale, che vorrebbe i giornalisti non cani da compagnia del potere, ma guardiani contro gli eventuali abusi del potere stesso. E i cittadini, ignari e senza conoscere i fatti, si schierano pro o contro le lamentazioni della testata rivolte ai giornalisti di La7, che non avrebbero obbedito alla narrazione che si richiede a sviolinatori di palazzo con soldi pubblici. Confindustria, in questo, nulla c’entra. E’ solo una questione di libertà di informazione a cui ogni cittadino, degno di questo nome, avrebbe diritto. La realtà è che un certo modo di raccontare i fatti, non prevede il dover rendere conto agli aquilani, poiché di fondo si affaccia l’idea che il popolo non sia composto da persone pensanti, ma da sudditi. Ed ecco che il potere fa spiare i giornalisti non allineati; cerca di trovare “pecche” occhiando nel buco della serratura della loro vita privata. In sintesi il principio stesso di ogni dittatura: tutto decide chi comanda in quel momento, soprattutto quel che devi sapere e quel che devi pensare. Dal canto mio, ho solo da dire che ognuno fa le scelte etiche che desidera. Ma non deve mai frapporre il proprio interesse di testata alla libertà di informare, che altri desiderano liberamente e giustamente esercitare. Mai violare il sacrosanto diritto democratico che dovrebbe avere i cittadini comuni come unici editori di riferimento; e gli editori cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi. Le lamentazioni pelose non sono esercizio di libertà, ma lacrime di coccodrillo che nascondono solo questioni di portafogli e la paura di perdere prebende col la caduta dagli scranni del potere di chi li foraggia. Non serve ricordare agli aquilani che la propaganda spicciola e grossolana, non è mai informazione.
Giosafat Capulli



