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AGGRESSIONE AL TUNISINO IN PIAZZA RUGGIERI: FISSATA L’UDIENZA PRELIMINARE PER I SEI TIFOSI DELLA PRO VASTO

La vicenda dell’aggressione al cittadino tunisino avvenuta a Sulmona poco dopo la partita di Eccellenza tra Ovidiana e Pro Vasto torna all’attenzione della giustizia. Il sostituto procuratore Edoardo Mariotti ha infatti presentato richiesta di rinvio a giudizio per sei tifosi vastesi, accusati di una serie di reati: lesioni aggravate dai futili motivi, minacce, imbrattamento di cose altrui e accensioni pericolose.

Non c’è ancora un processo: sarà il 26 gennaio l’udienza preliminare, nella quale il giudice dovrà stabilire se gli elementi raccolti sono sufficienti per aprire un dibattimento.

L’episodio risale al 5 gennaio 2025. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza di piazza Ruggieri, unite alle testimonianze di alcuni passanti, avrebbero permesso agli inquirenti di ricostruire la dinamica dei fatti. L’uomo tunisino stava spingendo un’auto in panne quando sarebbe stato circondato dai sei tifosi, in trasferta a Sulmona per seguire la propria squadra.

Secondo la ricostruzione, il gruppo avrebbe iniziato a insultarlo con epiteti razzisti, passando poi all’aggressione fisica con calci e pugni. Durante la concitazione, uno dei tifosi avrebbe impugnato anche una spranga, senza però utilizzarla. A fermare la violenza era stato un agente di polizia fuori servizio, rimasto lievemente ferito nell’intervento.

Per la vittima, trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, venne diagnosticata una prognosi di sette giorni.

All’origine dell’aggressione ci sarebbe, secondo gli inquirenti, un diverbio avvenuto alcune ore prima davanti a un autolavaggio. I sei indagati, nell’interrogatorio di garanzia, avevano tentato di fornire una versione differente: «Nessuno dice che il tunisino ha spinto la bici contro il nostro pulmino e che anche noi abbiamo riportato lesioni».

In attesa delle decisioni del giudice, nei loro confronti è già scattata una misura amministrativa: il Questore Fabrizio Mancini ha disposto un daspo, vietando l’accesso agli stadi e alle manifestazioni sportive.

Il 26 gennaio si capirà se la vicenda approderà o meno a un processo.

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