CANILI, FRANZ DI CIOCCIO “ABBAIA” E VERRECCHIA FA DIETROFRONT!
di Luigi Liberatore
Abbiamo appreso dal Corriere della Sera la notizia, rimandata peraltro dall’Ansa e ripresa anche dalla nostra testata, che Franz Di Cioccio, il grande batterista, cantante e fondatore della Premiata Forneria Marconi, non suonerà più in Abruzzo fintanto che la Regione non farà marcia indietro con la legge di riordino sui canili. Andiamo per gradi, precisando, per i meno interessati al frontman della Pfm, che Franz Di Cioccio è di Pratola Peligna, altrimenti non si capisce la sua minaccia. Ora andiamo al motivo specifico. Di Cioccio ritiene che la legge varata dal Consiglio regionale abruzzese, in particolare l’emendamento presentato da Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia, mina il benessere degli animali, costituisce un arretramento in termini di tutela dei cani perché, fa capire ancora Di Cioccio, si riduce il tempo di libero accesso ai canili, si riduce la presenza dei veterinari e allo stesso tempo si ridimensiona il ruolo delle associazioni animaliste lasciando la gestione ai responsabili dei canili. Come se i responsabili dei canili fossero dei carnefici. Ictu oculi, meglio ancora a naso, si capisce che l’alzata di scudi riguarda essenzialmente il paventato indebolimento delle prerogative delle associazioni animaliste, che non sarebbe una iattura. Anzi… Ciò che davvero preoccupa è la circostanza che il fratellone d’Italia, Massimo Verrecchia, probabilmente sensibile alla “abbaiata” del batterista, stia facendo marcia indietro col suo emendamento. Che il governo regionale sia in mano a dei pasticcioni è cosa talmente evidente tanto da non far rumore adesso la retromarcia di Verrecchia, se si considerano fattispecie analoghe, tipo abbattimento dei cervi o la questione della riserva del Borsacchio. La minaccia di Franz Di Cioccio di non suonare e cantare più in Abruzzo manda in gramaglie generazioni di fans. Manco Arturo Toscanini osò così tanto! Roba da cani…



