PESCE A TAVOLA: COSA NON CI DICONO E COME SCEGLIERE SENZA ANSIA (prima parte)
A cura del prof. Maurizio Proietti
Il pesce resta un alimento prezioso con le sue proteine di elevata qualità e grassi omega-3, ma non tutto il pesce è uguale e alcuni rischi si possono prevenire con buone scelte e un po’ di attenzione. Le evidenze dicono che, nel complesso, i benefici del consumo di pesce superano i rischi se rispettiamo specie, porzioni, frequenza e norme igieniche.
Cosa c’è davvero nel piatto tra lavorati, tonno e “trappola dell’istamina”
Bastoncini e altri “fritti facili”: il problema non è il merluzzo, ma la panatura (e gli oli).
I classici bastoncini di pesce piacciono a bambini e adulti perché pratici, ma alcuni test effettuati sui marchi in commercio hanno segnalato contaminanti di processo (come acrilammide, glicidoloe 3-MCPD) legati soprattutto alla panatura e all’uso e/o raffinazione degli oli nelle fasi industriali. Non significa “demonizzarli”, ma evitarne l’uso frequente (meglio 2–4 volte al mese che più volte a settimana) e preferire cotture leggere a casa.
Cosa fare in pratica
Tonno in scatola: perché le vendite calano e cos’è la “shrinkflation”
Negli ultimi mesi il tonno in conserva ha visto flessioni nelle vendite, mentre cresce l’interesse per vasetti in vetro e referenze “al naturale”. Nel dibattito entra la shrinkflation (stesso prezzo, confezione più piccola): i test comparativi di Altroconsumo,ripresi dalla stampa, aiutano a confrontare qualità e trasparenza tra marche. Qui il punto sanitario è doppio: 1) attenzione all’istamina (vedi sotto) in filiere gestite male; 2) scelta consapevole della specie (non tutto il tonno è uguale) e della porzione.
Per leggere l’etichetta
3) Istamina e la cosiddetta “sindrome sgombroide”
È una sindrome che compare quando il tonno provoca rossore, mal di testa e tachicardia. Se il pesce ricco di istidina (tonno, sgombro, alici) non è ben refrigerato, i batteri la trasformano in istamina: una tossina termostabile (la cottura non la distrugge) che può causare rossore al volto, mal di testa, prurito, palpitazioni, nausea pochi minuti/ore dopo il pasto. Per questo l’UE fissa limiti rigorosi e controlli; i richiami RASFF segnalano periodicamente lotti non conformi, specie su filetti di tonno scongelati e additivati.
Come ridurre il rischio
4) Il pesce “truccato”: il problema del mislabelling, ossia specie pregiate sostituite con altre
Purtroppo non sempre quello che si ordina corrisponde a ciò che ci viene servito, infatti, analisi su ampia scala hanno documentato sostituzioni (cernia, pesce spada, dentice) con specie meno pregiate o a maggior rischio di contaminanti/tossine.
In Italia, ricerche indipendenti hanno stimato tassi di etichettatura errata rilevanti in alcuni gruppi di prodotti; a livello internazionale, in studi mirati, Oceana ha segnalato fino all’82% di campioni di cernia/spada/persico mislabeled. Una truffa per il portafoglio, ma anche un rischio per la salute.
Come difendersi
Scegliere il pesce senza ansia è possibile, ma si deve puntare su specie piccole e varie, provenienza chiara, catena del freddo impeccabile; limitare il consumo dei lavorati impanati e grandi predatori; per i crudi pretendere l’abbattimento. Così si puògodere del gusto e dei benefici del mare riducendo al minimo i rischi.
Bibliografia
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https://www.altroconsumo.it/alimentazione/tonno/comparatore
https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/121220
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https://air.unimi.it/retrieve/54127957-1ab9-4838-aa76-8c5d3931b733/foods-11-04034.pdf



