IL SINDACO TIRABASSI NON FERMA L’ESCLUSIONE DEL CONSIGLIERE DI CESARE
di Marco Alberico
Vincenzo Di Cesare, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Sulmona e uno dei più votati alle ultime elezioni con 402 preferenze, è il protagonista silente di una vicenda di epurazione politicache svela le logiche implacabili delle correnti interne meloniane. Da due mesi, Di Cesare è un corpo estraneo alla sua stessa maggioranza. Non partecipa alle riunioni da sessanta giorni (un isolamento iniziato ben prima del defenestramento dell’Assessore Pantaleo) e, in un gesto che sa di forte pressione, gli è stato fatto giungere l’invito alle dimissioni da esponenti di spicco.
A Sulmona vince la miopia amministrativa
Il pretesto ufficiale di questa messa al bando è la sua posizione critica sulla gara pubblica per il servizio di raccolta rifiuti della Cogesa. Un’obiezione dettata dal ruolo istituzionale, finalizzata a ottenere garanzie per i lavoratori. In breve, Di Cesare ha svolto semplicemente il suo dovere di consigliere.
Tuttavia, il vero motivo della sua messa al bando sembrerebbe un conflitto di potere che spacca il partito. Di Cesare paga la sua vicinanza alla consigliera regionale Maria Assunta Rossi, la cui corrente è allineata con l’assessore regionale Mario Quaglieri. Questo gruppo, percepito come una forza dirompente, è osteggiato dal fronte meloniano più radicato, quello che risponde al vicesindaco Mauro Tirabassi e, a livello regionale, al consigliere Massimo Verrecchia.
La forte affermazione elettorale della Rossi, e i voti che ha saputo convogliare (entrata in surroga con i voti di Quaglieri), hanno mandato in frantumi gli equilibri del partito sulmonese, creando risentimento tra chi vedeva lesa la propria “storica” militanza. Ergo: la corrente pratolana non deve prendere piede a Sulmona. Di Cesare, pur non avendo commesso alcun errore amministrativo, sta subendo le conseguenze di questa faida. Il suo destino è segnato dalle antipatie della Rossi, che con la sua brama di ottenere tutto e subito ha scatenato la reazione del vecchio apparato.
La gestione di questa crisi pone l’accento sull’operato politico del sindaco Luca Tirabassi. Nonostante un incontro “chiarificatore” con Di Cesare, rivelatosi a questo punto inutile, il primo cittadino dimostra una chiara inesperienza. Un leader politico saggio non metterebbe al bando un consigliere così votato, ma cercherebbe di ricucire lo strappo. Permettere che le logiche di corrente prevalgano sulla tenuta della maggioranza e sul rispetto del mandato popolare è un segno di miopia amministrativa.
Questa attenzione sproporzionata al caso Di Cesare appare fuori fuoco se si considerano i veri problemi etico-politici che dovrebbero preoccupare l’Amministrazione di centrodestra. Si pensi alle questioni sollevate dalla sentenza TAR riguardante Ernesto Zuffata o all’inopportunità politica delle cariche ricoperte all’ATER dal Vicesindaco Mauro Tirabassi. Invece di affrontare questi nodi, la maggioranza preferisce concentrarsi sull’epurazione di un ragazzo di 25 anni.




In questa città non cambierà nulla se non cambierà prima la capoccia dell'”homo sulmonensis”.
Siccome la ciocca quella è e quella restera’ le conseguenze sono facili da trarre.
È finita!
402 preferenze, in silenzio riflettano gli inquisitori!
Di Cesare ragiona con la propria testa.
E che dire dei marsicani, degli aquilani e delle altre persone che non risiedono Sulmona che ne rivendicano ogni giorno ius primae noctis. Ecco pensate a queste genti e vi acorgerete che è necessario pensare come il consigliere comunale estromesso per il bene comune ovviamente!
Questa è la peggiore amministrazione mai eletta a Sulmona da quando esiste la democrazia, non mollare Vince.
E’ veramente insostenibile quello che sta accadendo nella maggioranza al comune di Sulmona. Il primo ad essere defenestrato è stato l’assessore Pantaleo, che aveva osato esprimrre una propria idea sulla riconversione dello stadio Pallozzi in maniera diversa da quanto il Sindaco aveva ipotizzato. Ora è la volta del consigliere Di Cesare che non si è allineato alle direttive di una parte del proprio partito, perchè le ritiene non aderenti alla realtà, quindi, ha dimostrato di avere una propria visione del fare politica amministrativa e, anzicchè confrontarsi democraticamente, viene invitato a dimettersi!!! Questo è una metodologia politica autoritaria, che non è più tollerabile nei nostri giorni!!! Mi sento di invitare tutta la maggioranza a confrontarsi democraticamente sulle problematiche serie, che la nostra città sta vivendo e di laciare perdere le posizioni personalistiche che non conducono ad un bel niente!!! Siate seri e lavorate per il benessere di questa nostra bella Città!!!
non è allineato? un giovane dovrebbe trovare un lavoro, anche umile e semplice, ma mostrare davvero autonomia dalla sistemazione politica in terra propria. E poi gridare o puntualizzare o criticare le norme tacite della politica. Chi si presta a diventare vassallo tale rimane chi è disposto a vendere l’anima al diavolo la prima volta poi per scontare le pene non deve agitarsi troppo.
di bravi e bravissimi ragazzi a Sulmona ce ne sono tanti ma molti non hanno l’ascenzore privato che hanno offerto al giovanotto.