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GIAMMARIA DE PAULIS PARLA AGLI STUDENTI: A SULMONA UNA LEZIONE DIRETTA E COINVOLGENTE SULLA CITTADINANZA DIGITALE

Una giornata intensa, ricca di contenuti e partecipazione, quella che il Teatro Maria Caniglia ha ospitato nell’ambito di DigitalCives, il progetto regionale dedicato alla cittadinanza digitale e alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. Tra gli interventi più attesi e incisivi, quello di Giammaria De Paulis, divulgatore scientifico ed esperto di comunicazione digitale, che ha scelto di scendere dal palco e camminare tra gli studenti, rendendo il teatro uno spazio dinamico di confronto.

Parlando direttamente ai ragazzi, De Paulis ha posto l’accento sul ruolo attivo che ciascuno può avere nel costruire un ambiente digitale più sano. «Il web non è lontano da voi: è qui, ogni giorno, nelle vostre chat, nei vostri post, nei video che guardate», ha detto muovendosi tra le file della platea. «Ogni gesto online lascia un segno. Dovete chiedervi: voglio essere ricordato per ciò che costruisco o per ciò che distruggo? La rete non è solo un luogo da abitare con prudenza, ma da trasformare con responsabilità. E questo potete farlo solo voi».

Il suo intervento, fatto di esempi concreti, domande aperte e stimoli alla riflessione, ha conquistato gli studenti, rendendo l’incontro uno dei più partecipati e coinvolgenti del programma.


Gli interventi istituzionali della mattinata

La giornata si è aperta con l’intervento del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Massimiliano Nardocci, che ha sottolineato come DigitalCives rappresenti una risposta concreta alla necessità di educare i giovani a un uso corretto, consapevole e responsabile delle tecnologie: «La scuola non può più permettersi di considerare la cittadinanza digitale come un aspetto accessorio. Oggi è parte essenziale della crescita dei nostri studenti».

La vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Marianna Scoccia, ha ribadito la centralità del tema e l’importanza di creare un’alleanza educativa solida: «Entrando in teatro ho incrociato gli sguardi curiosi di tanti giovani. La cittadinanza digitale non è un concetto astratto: è la vostra vita quotidiana. Non siamo qui per dirvi semplicemente “state attenti”, ma per chiedervi di essere protagonisti di una rete che unisce, non divide; che valorizza, non umilia».

L’assessore alla Cultura del Comune di Sulmona, Emanuela Cosentino, ha evidenziato l’importanza del ruolo delle istituzioni locali nel sostenere percorsi educativi innovativi: «Sulmona crede in progetti come questo perché sa che la prevenzione e l’educazione passano dall’ascolto e dalla formazione. Educhiamo alla rete per educare alla vita».

Significativi anche gli interventi delle dirigenti scolastiche Caterina Fantauzzi e Paola Ruscitti, rispettivamente degli istituti d’istruzione superiore Ovidio e Fermi, che hanno sottolineato come le scuole del territorio siano impegnate in un fronte comune per contrastare i rischi del digitale, collaborando attivamente con istituzioni e famiglie.
La dirigente del Corecom Abruzzo, Tiziana Grassi, ha ricordato il lavoro costante svolto dal Comitato nell’ambito della tutela dei minori e della prevenzione delle derive digitali: «Essere cittadini digitali significa comprendere diritti, doveri e responsabilità. Lo facciamo insieme, passo dopo passo».

La rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale, Gabriella Liberatore, ha aggiunto l’importanza di un approccio sistemico: «La formazione digitale non riguarda solo gli studenti, ma l’intera comunità educante. Ognuno deve fare la propria parte».


Il pomeriggio al Cinema Pacifico con le famiglie

Nel pomeriggio, l’iniziativa si è spostata al Cinema Pacifico per un incontro dedicato ai genitori. A introdurre i lavori è stato il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, che ha ricordato come il ruolo delle famiglie sia decisivo: «La scuola da sola non basta. I genitori devono essere presenti, conoscere i rischi e le opportunità della rete e accompagnare i figli in un percorso di consapevolezza. È una sfida che possiamo vincere solo insieme».

Le famiglie hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con esperti e istituzioni, approfondendo strumenti, limiti e opportunità del digitale nella vita dei più giovani.

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