ACCESSI AL CONTO NON ABUSIVI: DIPENDENTE DI BANCA PROSCIOLTO IN UDIENZA PRELIMINARE
Accessi al conto non abusivi: dipendente di banca prosciolto dal gup dell’Aquila
SULMONA, 19 novembre – Non erano abusivi gli accessi informatici contestati a un dipendente della Banca di Credito Cooperativo. Lo ha stabilito il giudice per le udienze preliminari del Tribunale dell’Aquila, Bianca Maria Colangelo, che ha disposto il non luogo a procedere nei confronti di Giuseppe Iacobucci, 58 anni, di Pratola Peligna.
L’indagine era nata dalla denuncia di una 40enne pratolana, nominata erede universale dell’anziana Anita Vallera nel 2021 e autorizzata a operare sul suo conto corrente. La donna aveva segnalato presunti accessi non autorizzati ai sistemi della banca, citando anche l’istituto di credito e il direttore per la responsabilità civile. Per via della natura del reato ipotizzato, il fascicolo era stato trasmesso alla procura distrettuale antimafia.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tra il 1° settembre e il 3 novembre 2021 Iacobucci – in qualità di preposto dell’istituto – avrebbe effettuato 57 accessi senza delega per controllare i movimenti del conto di Vallera, violando le misure di sicurezza interne e sfruttando la propria posizione di operatore di sistema. La procura riteneva gli elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.
Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato sulmonese Luca Tirabassi. L’accesso ai dati bancari, ha sostenuto il legale, sarebbe avvenuto su richiesta della stessa Vallera. Una ricostruzione che il gup ha ritenuto convincente, dichiarando il non luogo a procedere. Per il giudice, infatti, “mancano le condizioni di procedibilità”, poiché la 40enne non può essere considerata persona offesa nel procedimento. Nel merito, è caduta anche l’aggravante relativa agli accessi abusivi.
La parte civile, difesa dall’avvocato Vincenzo Margiotta, aveva avanzato una richiesta di risarcimento da tre milioni di euro e annuncia ora un nuovo percorso giudiziario in sede civile.
Il 58enne resta comunque coinvolto, assieme a cinque parenti, nel filone principale dell’inchiesta sulla presunta circonvenzione d’incapace ai danni dell’anziana zia. Su questo fronte, però, la Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto l’archiviazione, ritenendo che “non ci siano ragionevoli previsioni di condanna” a carico degli indagati.



