SULMONA, NUOVA ALA OSPEDALE PRONTA NEL 2026
Nuova ala dell’ospedale di Sulmona pronta nel 2026: trasferimenti, sicurezza e personale al centro del piano Asl
SULMONA, 17 novembre – Non più un progetto sulla carta, ma un cantiere che procede e che promette di cambiare il volto dell’ospedale di Sulmona entro la primavera del 2026. È questo lo scenario descritto dal direttore generale della Asl, Paolo Costanzi, durante una visita istituzionale allo Spirito Santo, affiancato dal sindaco Luca Tirabassi, dal suo vice Mauro Tirabassi, dalla vice presidente del consiglio regionale Marianna Scoccia, dalla consigliera regionale Maria Assunta Rossi e dal presidente del consiglio comunale Franco Di Rocco.
Il nuovo edificio, destinato a sostituire l’ala più vecchia del nosocomio, ospiterà tutti gli uffici amministrativi, oggi distribuiti tra diverse sedi tra cui la palazzina De Chellis e il Cup di viale Mazzini. “Finalmente si chiuderà un’odissea durata anni – annuncia Costanzi –. Il Cup sarà moderno, confortevole e costruito secondo criteri attuali”.
Il direttore generale ha affrontato anche il nodo dei locali considerati abusivi. “Sono in corso verifiche tecniche per accertare ogni irregolarità. Inoltre, liberando alcuni spazi dell’ala Bolino, intendiamo collocare lì l’area amministrativa e la direzione sanitaria”.
Tra le priorità, anche il rinnovo del parco mezzi. “È uno dei primi dossier sui quali mi sono attivato. Arriveremo a 14 ambulanze in tutta la Asl: le attuali sono vecchie e vanno sostituite. Non è semplice reperire mezzi speciali a noleggio, ma stiamo lavorando per farlo”.
La sicurezza degli operatori sanitari resta un tema centrale, soprattutto dopo la recente aggressione verbale ai danni di una dottoressa del pronto soccorso. “Un posto fisso di polizia al momento non c’è – precisa Costanzi –. Ne parlerò con il Questore per valutare un ripristino, oppure l’impiego di una guardia giurata armata”.
Sulle nascite, il manager non nasconde i numeri: 127 bimbi nati nel 2024 a Sulmona, 306 in tutto il territorio. “Siamo lontani dai 500 richiesti dal decreto, ma non si chiude nulla. Ho previsto un avviso per un ginecologo e concorsi triennali, perché un impegno di tre anni è più attrattivo di un incarico di sei mesi. Arriveranno anche specializzandi. Per i turni notturni ci avvaliamo della collaborazione dell’ospedale di Teramo”.
Resta critica la situazione del pronto soccorso, primo reparto visitato da Costanzi. In servizio ci sono tre medici stabili, un quarto a orario ridotto e due con contratti individuali dopo il pensionamento. Un organico fragile, che rischia di trovarsi nuovamente sotto pressione con l’arrivo delle festività natalizie.
La primavera del 2026 si avvicina, ma le sfide – dal personale ai servizi, dalla sicurezza ai mezzi di emergenza – restano aperte. La Asl assicura che il lavoro è in corso. Ora la città attende i risultati.



