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GIOVANI DEMOCRATICI SU “BIBLIOTECHE APERTE”: BASTA SALARI DA FAME

I giovani democratici rispondono al disegno di legge “Biblioteche aperte – Rete Regionale dei Tirocini Formativi”.

“E tu lavoreresti per 1,66€ l’ora? Secondo la consigliera regionale, Marianna Scoccia sì”, inizia così la replica dei giovani democratici della Valle Peligna apparsa questo pomeriggio nella pagina Facebook del segretario provinciale, Francesco Balassone, al progetto di legge che vede come prima firmataria la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia e come cofirmataria il consigliere regionale, Carla Mannetti finalizzato al potenziamento della fruizione delle biblioteche abruzzesi e all’accessibilità dei servizi bibliotecari regionali, attraverso l’attivazione sistematica di tirocini formativi e curriculari in collaborazione con le università abruzzesi. “Quella dello sfruttamento del lavoro è una cultura che frustra e spegne le ambizioni di tanti e tante giovani che vogliono costruire un futuro libero e dignitoso. E’ una cultura che va estirpata dal panorama politico. Noi rifiuteremo e combatteremo sempre ogni forma di sfruttamento del lavoro”, un passaggio che va a commentare il rimborso forfettario di 500 euro previsto dal disegno di legge.

“Le retribuzioni sempre più schiacciate sul fondo e l’innalzamento verticale dei prezzi sviliscono e svuotano i sacrifici che tanti e tante giovani fanno quotidianamente per vivere e costruire una vita serena con le persone che amano”, continuano i giovani democratici parlando a nome di quei ragazzi che non vedono nell’imminente futuro strumenti utili per costruire una vita soddisfacente.

Inoltre, i giovani del Partito Democratico hanno sottolineato “l’inaccettabile silenzio di Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta contro questa violazione della dignità delle nuove generazioni. Le consigliere – incalzano i giovani democratici – scelgono il silenzio per tutelare precari equilibri di potere anziché dar forza ai bisogni e alla dignità di chi studia e lavora. Un modo di fare politica mortificante, per chi lo fa e per chi lo subisce, cioè tutti e tutte noi”.

E non si tratta solo di partito, non si rivolgono solo a chi condivide quelle idee democratiche e principi di bandiera. Parlano a tutti i giovani e richiamano l’attenzione anche dei più lontani: “Chiediamo ai giovani militanti dei partiti di destra: schieratevi pubblicamente e chiaramente, al fianco dei vostri coetanei e non al fianco dei dirigenti di partito che propongono salari da fame! Noi a una destra scollata dalla realtà e lontana dai reali bisogni dei giovani e che guarda ancora la presente e al futuro con le lenti di un mondo che non esiste ribadiamo un concetto molto semplice: art. 36 della Costituzione italiana: il lavoratore ha diritto a una retribuzione adeguata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Sempre, ostinatamente, contro chi propaganda lo sfruttamento del lavoro e la mortificazione delle ambizioni dei giovani. Basta salari da fame”, concludono i giovani democratici.

 

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