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CENTRO CONGRESSI LUIGI ZORDAN E “SGAMBETTI” ALL’UNIVERSITA’

L’AQUILA – Quando un’amministrazione fa qualcosa che danneggia il sistema economico di una città, bisogna gridarlo forte. E’ il caso del Centro Congressi Luigi Zordan, nel complesso monastico di San Basilio. Ebbene, per riaprire un carcere minorile con tanto di fanfara, la facoltà di Economia è stata trasferita a San Basilio, in promiscuità con il centro congressi che richiama all’Aquila centinaia e centinaia di cervelli da ogni parte del mondo. E chi affitta camere o opera nel campo della ristorazione, questo lo sa. Praticamente quello stabile è stato diviso a metà. Una parte per i quotidiani congressi nazionali e internazionali, l’altra metà per gli studenti di Economia. Fuori non ci sono parcheggi e le difficoltà sia per gli studenti, sia per i partecipanti ai convegni, sono facilmente immaginabili. A Bologna il sindaco Biondi ha ammesso candidamente che l’Aquila è stata inondata da qualche miliardo di euro tra Pnrr e fondi per la ricostruzione. Lo stesso Comune è proprietario di una mole di immobili sconfinata e la pensata di insediare Economia in quel complesso, dove gli spazi sono appena sufficienti per ospitare convegni e congressi, sembra quasi un modo per fare uno sgambetto all’Ateneo aquilano. La nostra città ospita 16.000 studenti fuori sede. Tradotto in soldoni significa 16.000  posti letto, colazioni, pranzi, cene, acquisto libri, quaderni etc. etc. L’università, quindi, è la prima azienda della città. Fare i “dispettucci” alla “gallina dalle uova d’oro”, non è certo un modo, anche dal punto di vista economico, di fregiarsi del titolo di Capitale italiana della cultura.

Giosafat Capulli

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