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TACCHI: “ORDINE, ENTUSIASMO E FIDUCIA. COSÌ L’OVIDIANA PUÒ CRESCERE ANCORA”

Due vittorie consecutive, in campionato contro il Montorio ed in Coppa Italia contro il Mosciano, hanno rimesso in moto l’Ovidiana Sulmona, cambiando volto a una squadra che arrivava da una lunga serie di sconfitte e da un periodo che sembrava non avere fine. L’arrivo di Maurizio Tacchi ha invertito la rotta, riportando energia e certezze. Ma il tecnico tiene a chiarire un concetto: “Non ho fatto magie, ho solo lavorato sulla testa dei ragazzi”.

Le dichiarazioni di Tacchi, rilasciate al quotidiano Il Centro, raccontano la rinascita del gruppo, la valorizzazione dei singoli e lo spirito con cui i biancorossi si preparano ora alla difficile trasferta di domenica contro la Renato Curi Angolana.


“La mia è stata una questione di testa”

Tacchi parte da ciò che ha trovato al suo arrivo:

«Un gruppo di ragazzi che si è messo a lavoro. La mia è stata più che altro un’azione di testa. Sono sempre gli stessi giocatori che c’erano dall’inizio, ma avevano perso autostima. Ho visto anche un po’ di immagini: in alcune situazioni erano stati sfortunati. Se alcuni palloni fossero entrati quando dovevano, magari non ci sarebbe stato nessun cambio tecnico».

Ricostruire la fiducia è stato il primo passo:

«La cosa principale è stata quella di dare autostima ai ragazzi, dal più giovane al più anziano. È un gruppo che mi ha dato energia, indipendentemente dai risultati, e l’ha trasmessa a me».


Petrella e il peso delle categorie

Il rilancio dell’Ovidiana passa anche dal ritorno ad alto livello di Mirco Petrella:

«Chi ha giocato in categorie superiori, scendendo, incontra più difficoltà. Le letture sono diverse, i tempi sono diversi. Più si sale di categoria, più è facile giocare: ti confronti con giocatori che hanno i tuoi stessi ritmi».

E poi entra nel dettaglio:

«Mirco ha letture più veloci rispetto ad altri. Bisogna solo metterlo nelle condizioni giuste. In due partite abbiamo fatto cinque gol e lui è stato presente in tutte e cinque le circostanze: l’assist per Padovani, la punizione, il recupero di palla, il rigore trasformato. Dieci minuti di Petrella sono come cento di un giocatore normale di Eccellenza».

E ancora su Petrella aggiunge:

«Io non ho fatto nulla di straordinario: gli ho ridato autostima».


Il gruppo dei giovani: “Stanno rispondendo benissimo”

Il tecnico sottolinea il contributo dei ragazzi:

«Pettinella e Hidalgo Santilli stanno rispondendo bene. Sono contentissimo per loro. In Coppa abbiamo preso gol al 94′, sì, ma l’obiettivo è lavorare per migliorare. La prestazione è ciò che conta davvero».


Equilibrio nei giudizi: “Siamo sulla strada giusta, ma non basta”

Nonostante il risveglio, Tacchi mantiene lucidità:

«Il nostro obiettivo era non prendere gol e non ci siamo riusciti. Però le prestazioni trascinano e danno spunto per il futuro. Abbiamo lavorato su tempi e spazi. Le piccole cose fanno la differenza».

Il tecnico ribadisce il concetto chiave:

«Ordine, entusiasmo e fiducia: sono questi tre elementi che sostengo su tutti. Un occhio vigile sulle piccole cose, perché sono quelle che fanno la differenza».


Verso l’Angolana: “Serenità e identità”

Ora il calendario propone una sfida ad alta quota: la trasferta contro la Renato Curi Angolana, tra le squadre più competitive del campionato.

Tacchi non cambia tono:

«Sono tutte forti, chi più chi meno. L’Angolana è una delle più attrezzate. Ma ce la andiamo a giocare con serenità. Lo dico sempre: ordine, entusiasmo e fiducia. Non dobbiamo abbassare nulla».


Un gruppo che ha ritrovato se stesso

L’Ovidiana Sulmona non è ancora arrivata dove vuole, ma la strada sembra tracciata. Tacchi non si prende meriti, li restituisce alla squadra. E le sue parole – nette, lineari, trasparenti – raccontano una squadra tornata a credere nei propri mezzi, ritrovando la leggerezza e la fame che sembravano smarrite.

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