Cronaca L'AquilaE pensare che c'era il pensieroIn-Evidenza L'Aquila

VIABILITA’. MASSIMO PROSPEROCOCCO: QUANDO IL PEDONE SCOMPARE

di Massimo Prosperococco
L’AQUILA –  Una riflessione: urbanistica distratta, il pedone scompare.
Sappiamo tutti, non serve ribadirlo, che la rotonda dell’ex Caserma Rossi si inserirà nella lunga serie di errori urbanistici che questa città si porta dietro da anni: da Piazza Duomo rifatta senza una visione, al famoso catafalco a capo piazza, fino alle pavimentazioni discutibili. Questa rotonda rischierà solo di aggiungersi all’elenco.
Non mi soffermo sul traffico: quando la rotonda sarà definitivamente in funzione, basterà passarci, come accade ora per rendersene conto. Tempi di percorrenza che qualche settimana fa erano di 3 o 4 minuti, oggi sono di 15 o 20. In una città di 70.000 abitanti è assurdo.
Mi interessa invece parlare dei pedoni. Di chi si muove a piedi, oppure come me in carrozzina, ogni giorno in quell’area.
Quando il percorso pedonale sarà completato, i lavori stanno volgendo al termine, chi arriverà dal lato dell’ex Caserma Rossi a piedi e vorrà andare verso la Questura, o verso il Castello Cinquecentesco, si troverà un attraversamento pedonale che sbucherà letteralmente sulla curva in uscita della rotonda del Torrione. Una curva da un lato, una curva dall’altro, a pochi metri di distanza. Le auto non vedranno chi esce dal percorso e chi lo imbocca. E chi camminerà lì si troverà esposto, invisibile, vulnerabile.
Stessa cosa si ripete all’uscita del percorso pedonale su via Strinella.
Quando vi capiterà di passare fateci caso, guardate, osservate e pensate a chi ha politicamente avvallato questa folle scelta.
Detto con chiarezza, se tutto rimarrà così, quel punto diventerà pericoloso. Pericoloso davvero.
Mi auguro sinceramente che questa non sarà la soluzione definitiva. Che si tratterà solo di una sistemazione transitoria o estetica. Perché, se dovesse rimanere così, quell’attraversamento pedonale, incastrato tra tre curve a brevissima distanza, metterà a rischio la vita delle persone.
E questo non possiamo permettercelo. Non in questa città, non ancora una volta.
Le soluzioni c’erano e ci sono, bastava non affrontarle con la ruspa, ma con l’intelligenza e il buon senso.
Questo ci tocca.

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