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MIGRANTI AQUILANI. UNA STORIA DI ORDINARIA PROVVIDENZA

di Pierino Giorgi*
L’AQUILA – Ultima storia di “ordinaria Provvidenza”. Ieri sera, come consuetudine da un po’ di tempo, alle 18,00 si sono presentati 41 migranti senza fissa dimora per avere un piatto caldo per cena, prima di rintanarsi in qualche pertugio di fortuna per la notte. Ieri ne erano 25. Durante la giornata odierna la gente ha portato giacconi e coperte da distribuire per attenuare, per quanto possibile, la morsa del freddo che in questo periodo arriva a circa 4 gradi sotto lo zero. Abbiamo distribuito a tutti un buon riso cucinato da Imram, loro compaesano e abbiamo distribuito i giacconi e le coperte a coloro che non ne avevano. Alla fine, pensando di aver fatto tutto quello che potevamo fare per loro, li abbiamo salutati. Dal gruppo si stacca un giovane che chiedeva una coperta perché non l’aveva ricevuta. Non ce n’erano più. Ho letto nei suoi occhi la disperazione e al pensiero di lasciarlo così, vestito con abito normale in una notte che si annuncia molto fredda, mi rattristava molto. Sapevo che nel container distribuzione non c’era più nulla, ma per scrupolo, vado a controllare. Appena apro, davanti a me, sopra tutto il resto, trovo una bella, grande, calda coperta. Io c’ero andato nel pomeriggio per cercare coperte e giacconi da distribuire e non c’era. Esco, chiamo il giovane mostrandogli la coperta. Di corsa viene, l’agguanta, se la stringe con un grande sorriso e con occhi spalancati. Se ne va felice insieme al gruppo. Chissà dove andrà…certamente l’incontro dei nostri sguardi in un gesto d’amore arricchisce entrambi: carezza di Cristo su tutti i poveri cristi, nostri prossimi.
Dovrei scrivere un libro con questi episodi. Mi manca il tempo…
*Priore Fraterna Tau

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