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LA DENUNCIA DI ADA DI IANNI: “CHIUDERE IL TEATRO ALLE SCUOLE DI DANZA UN ATTO CHE OFFENDE LA CULTURA E I NOSTRI RAGAZZI”

Sulmona, la denuncia di Ada Di Ianni: “Chiuso il Teatro Caniglia alle scuole di danza, un atto che offende la cultura e i nostri ragazzi”

SULMONA – Scoppia la polemica intorno al Teatro Comunale Maria Caniglia, dopo la lettera aperta di Ada Di Ianni, presidente dell’associazione Music & Dance, che denuncia l’inspiegabile chiusura del teatro alle scuole di danza.

La docente e coreografa, da anni protagonista della vita artistica cittadina, racconta di aver presentato lo scorso settembre, su invito dell’Amministrazione comunale, due progetti per il Natale – “Natale in danza” e “La notte dei talenti” – proponendosi, come sempre, di sostenere tutte le spese di utilizzo del teatro, dai costi della cooperativa alla sorveglianza, fino all’affitto e ai Vigili del Fuoco.

“Ad oggi – scrive Di Ianni – non ho ricevuto alcuna risposta scritta dal Comune, se non una mail in cui mi si chiedeva di integrare un pagamento e una frase laconica: ‘Per il momento non possiamo darvi risposta alla vostra richiesta’”.

A far esplodere lo sdegno è stata la notizia, appresa solo in questi giorni, secondo cui il Teatro Caniglia non sarà più concesso alle scuole di danza perché “pare” in passato sia stato danneggiato. “Mi permetto di osservare – replica Di Ianni – che ogni scuola versa un contributo alla cooperativa incaricata della custodia e della pulizia. Se davvero ci fossero stati danni, qualcuno avrebbe dovuto segnalarli. Non mi risulta che alcuna scuola sia mai stata accusata di comportamenti incivili”.

La presidente sottolinea come chi lavora con i bambini e con l’arte “vive il rispetto dei luoghi come un dovere naturale” e giudica inaccettabile la decisione dell’Amministrazione: “Chiudere le porte del Teatro ai bambini e ai ragazzi significa privarli dell’unico spazio realmente adeguato per esprimersi”.

Di Ianni non risparmia una stoccata anche alla gestione degli arredi del teatro: “Apprezzo la volontà di tutelare il patrimonio del Caniglia, ma mi chiedo dove fosse la stessa attenzione quando specchi e mobili storici sono stati rimossi e sostituiti da arredi moderni, anonimi, degni più di un negozio che di un teatro comunale”.

Infine, la presidente solleva domande dirette all’Amministrazione:

– Quando avete invitato le associazioni a proporre eventi per il Natale, sapevate che gli spettacoli coinvolgono bambini e ragazzi?

– Se il teatro era già destinato a restare chiuso, perché non comunicarlo subito?

– E per i saggi di fine anno, quale soluzione intendete proporre?

Conclude con amarezza e passione: “Lavorare con i bambini è una responsabilità e una gioia, ma richiede spazi adeguati. Privare loro, e chi li educa all’arte, del palcoscenico che da sempre li accoglie, è un atto che offende la cultura e mortifica l’impegno di chi costruisce, con fatica e passione, il futuro della città”.

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