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RUBATE LE COPERTE AI MIGRANTI. FURTO NEL NOME DI CELESTINO V?

L’AQUILA – Ricordate San Martino? Quel nobile cavaliere che diede metà del suo mantello al viandante infreddolito? Nella nostra cattolicissima città, che si appresta a bere e mangiare castagne e vino in onore del Santo, a quei quattro ragazzi migranti che dormivano per strada hanno rubato le coperte. Da aquilano provo vergogna. Da laico ribrezzo culturale per chi è stato capace di un gesto così ignobile. I seminatori di odio razziale, paurosi da pancia piena, ipocriti che ogni domenica si recano in chiesa a battersi un petto privo di cuore, ci si poteva aspettare solo disprezzo per quattro poveri cristi che a piedi hanno percorso più di mille chilometri in cerca di futuro. L’ipocrisia più grande di un cattolicesimo tanto per dire, è organizzare convegni su Celestino V. Il saio col quale il Santo arrivò a L’Aquila dal Morrone nel 1294 a dorso d’asino è custodito nel convento delle Benedettine-Celestine di San Basilio. Ai cultori dell’arianesimo suggerisco di requisire anche quel cimelio, poiché simbolo di una povertà Evangelica, non compatibile con il cattolicesimo peloso di una certa aquilanità che rivendica continuamente nobiltà. Se la cattiveria avesse un volto, quello dei nostri ladri di coperte farebbe bella figura in uno dei famosi quadri di  Bosch.

Giosafat Capulli 

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