MONTAGNA. IL GOVERNO VUOLE FAR PAGARE I SOCCORSI AGLI AVVENTATI
ROMA – Dopo i numerosi incidenti in alta quota degli ultimi mesi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze prepara un decreto che introdurrà il pagamento del soccorso alpino in caso di dolo o colpa grave. Ignorare i segnali di pericolo, avventurarsi con equipaggiamento inadeguato o sfidare condizioni meteo proibitive potrà presto avere conseguenze non solo fisiche, ma anche economiche. Il provvedimento, atteso nelle prossime settimane, stabilirà che i costi delle operazioni di ricerca, soccorso e salvataggio effettuate dalla Guardia di Finanza potranno essere addebitati a chi, con comportamenti imprudenti, mette a rischio la propria vita e quella dei soccorritori. L’obiettivo, spiegano dal MEF, è duplice: responsabilizzare gli escursionisti e ridurre gli interventi evitabili, che ogni anno gravano sui bilanci pubblici impegnando uomini e mezzi in operazioni complesse. Il mondo della montagna accoglie con prudente favore la novità. Le associazioni di soccorso chiedono criteri chiari per definire la “colpa grave”, mentre le guide alpine ricordano che la prevenzione e la formazione restano fondamentali: “Serve più cultura della montagna, non solo multe.” Con il nuovo decreto, la linea è tracciata: l’imprudenza in quota non sarà più a costo zero.Cosa prevede il decreto?
Secondo le prime indiscrezioni, il decreto stabilirà che in caso di “colpa grave” o dolo accertato, le spese relative alle operazioni di ricerca, soccorso e salvataggio effettuate dalla Guardia di Finanza potranno essere addebitate al diretto interessato. Tra le situazioni considerate a rischio rientrano:
• l’intraprendere escursioni o arrampicate in condizioni meteo proibitive;
• la mancanza dell’equipaggiamento minimo necessario;
• il mancato rispetto di divieti o segnalazioni di pericolo.
L’obiettivo non è tanto punitivo quanto educativo e preventivo: responsabilizzare chi si avventura in montagna e ridurre il numero di interventi evitabili. Ogni anno, infatti, centinaia di missioni di soccorso vengono attivate per escursionisti impreparati o sprovveduti, con costi significativi per la collettività e rischi altissimi per il personale coinvolto. Il decreto segna un passo importante verso una maggiore responsabilità individuale in ambiente montano. In alta quota, infatti, la leggerezza può trasformarsi in tragedia. Con le nuove regole, l’imprudenza non sarà più a costo zero — e il rispetto della montagna diventerà, finalmente, anche un dovere civile.




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Così tutti andranno al mare!
A proposito di mare per i surfisti? Loro vanno sempre quando c’è forte vento e mare mosso.