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CARO PIERLUIGI BIONDI UNA RIFLESSIONE TRA BIBBIA-VANGELI E CORANO

L’AQUILA – Caro Pierluigi Biondi, sui migranti facciamo un po’ di chiarezza. Il sindaco di New York, appena eletto, è di fede Musulmana e più della metà degli Ebrei della Grande Mela ha votato per lui. L’Aquila non è New York, evidentemente. Tanto è vero che sono bastati un po’ di ragazzi che a piedi hanno percorso mille chilometri, in fuga dalle guerre e dalla fame, e sono approdati nella città di Celestino V, per sollevare una polemica che fa eco alle leggi razziali di quel fascismo che sotto sotto qualcuno pensa di riesumare e imporre all’Italietta della razza ariana e pura. Se poi la purezza (la cosiddetta Aquilanità) la rapportiamo alla nostra città, la farsa è completa. La nostra cittadella di montagna, nata per volontà straniera, ha visto dominazioni longobarde, francesi, spagnole, teutoniche, tedesche e presenze saracene (Arischia e Paganica). Quindi quella purezza della razza che a tanti piace pensare vera, da noi è teoria da burletta. Ogni religione nata dal Cristianesimo di Paolo di Tarso, cittadino romano, cita nei propri luoghi di culto la Bibbia ebraica, i Vangeli scritti da Ebrei, adora personaggi Ebrei (Cristo, Pietro, Maria, Giuseppe etc). Con l’avvento del fascismo gli stessi Ebrei italiani hanno conosciuto i campi di sterminio e i forni crematori. Tornando ad oggi, a leggere i comunicati stampa che diramano eminenti personaggi della tua maggioranza, è cambiato l’obbiettivo del bombardamento ideologico e cieco. Ora è la volta di giovani musulmani. Nelle nostre scuole cittadine (dall’infanzia all’università), la percentuale di ragazzini e studenti di fede islamica è altissima. Noi abbiamo perso il gusto di far figli e certi lavori non siamo più disposti a esercitarli per campare. E questo lo sai tu, oggi primo cittadino, come quei grandi pensatori della tua giunta che scagliano pietre contro poveri cristi disarmati e bisognosi di aiuto. Sai anche che senza quei ragazzini e studenti, la metà dei nostri maestri, professori, docenti e applicati del mondo della scuola si ritroverebbe senza lavoro. Come sarebbero vuoti i nostri cantieri della ricostruzione; e nel campo dell’assistenza agli anziani immagina cosa accadrebbe. Le crociate religiose calate nel mondo che viviamo, hanno solo il sapore della xenofobia. E se c’è qualcosa da mettere in croce e bandire, è proprio la volgarità del linguaggio che segue conseguentemente un pensiero che richiama a Hitler e Mussolini. La guerra agli infedeli, sotto il vessillo della Croce, non è né Ebraica, né Cristiana, né Musulmana. E’ semplicemente un ritorno all’età della pietra.

Giosafat Capulli    

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