ORSA BARBARA TORNA A PETTORANO E DEVASTA UN FRUTTETO: IL PROPRIETARIO SCRIVE ALLA REGIONE “DANNI IGNORATI CAOS SULLE COMPETENZE TRA PARCHI E RISERVA”
PETTORANO SUL GIZIO, 8 novembre – Una nuova visita dell’orsa Barbara con cucciolo al seguito ha riacceso il dibattito sulla gestione dei danni da fauna selvatica fuori dai confini delle aree protette. A denunciarlo è l’ex sindacalista Mimì D’Aurora, che in una lettera indirizzata all’assessore regionale Emanuele Imprudente, alla Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio e ai Parchi Nazionali d’Abruzzo e della Majella, racconta la propria disavventura e denuncia una “grave confusione amministrativa” sulle competenze in materia di risarcimenti.

Nel suo frutteto in località Le Canelle di Pettorano sul Gizio, D’Aurora ha subito gravi danni alle piante da frutto, alcune delle quali compromesse irrimediabilmente. “L’orso fa l’orso – scrive – e non conosce la proprietà privata. Ma è assurdo che dopo dieci anni dalla legge regionale 15/2016 non si sappia ancora chi debba intervenire per accertare e risarcire i danni”.
L’ex sindacalista racconta di aver segnalato l’episodio al personale della Riserva, che ha effettuato i rilievi del caso, ma da lì sarebbe iniziato un rimpallo di competenze tra enti. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, citato come ente competente nel Rapporto Orso marsicano 2024, avrebbe poi comunicato che Pettorano non rientra più nel suo elenco di Comuni di riferimento, indirizzandolo al Parco della Majella, il quale, a sua volta, avrebbe dichiarato di non poter operare fuori dal proprio perimetro.
“Nel frattempo – aggiunge D’Aurora – vengo a sapere che lo stesso Parco è intervenuto per sopralluoghi e risarcimenti in zone esterne al suo territorio, come a Palena. A questo punto non è più solo un problema di danni, ma di politiche di gestione dell’orso fuori dalle aree protette”.
D’Aurora ricorda come già nel 2014, in occasione della “Festa del Letargo”, si fosse affrontato il tema della convivenza tra cittadini e orsi confidenti, culminato nella legge regionale promossa dall’allora consigliere Lorenzo Berardinetti. “Scoprire che dopo dieci anni siamo ancora punto e a capo – conclude – è una sconfitta. Se non aiutiamo le persone a difendersi dai danni, crescerà l’avversione verso l’orso. E questo va contro la tutela stessa dell’animale simbolo d’Abruzzo”.
A margine della lettera, l’ennesimo episodio: “L’altra notte – aggiunge D’Aurora – nuova visita e albero di cachi fatto a pezzi. Pazienza, ma serve chiarezza e responsabilità da parte delle istituzioni”.
Nella foto di copertina l’orsa Barbara



