MATTEO BEDORI, DALLA LAZIO ALLA NAZIONALE: LA FAVOLA DEL GIOVANE PORTIERE DI POPOLI TERME
Ha solo 14 anni, ma già la determinazione e la maturità di un veterano. Matteo Bedori, portiere classe 2011, nato a Popoli Terme, racconta con semplicità l’inizio della sua avventura nel calcio, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Centro:
“Ho iniziato nella scuola del paese mio,” spiega. “Lì ho cominciato a giocare, poi sono passato al Pratola e successivamente al Pescara.”
A Pescara, Bedori ha mosso i primi passi nel calcio professionistico, crescendo stagione dopo stagione fino a indossare la fascia da capitano nelle giovanili biancazzurre.
L’esperienza al Pescara: “Essere capitano mi ha aiutato a crescere”
Indossare la fascia non è mai banale, soprattutto per un portiere così giovane:
“Sì,” conferma Matteo. “È stata una responsabilità importante, ma mi ha aiutato tanto a maturare, sia in campo che fuori.”
Al Pescara Bedori si è fatto notare per la sua personalità, la prontezza tra i pali e la costanza negli allenamenti. Doti che non sono sfuggite agli osservatori dei grandi club.
Il passaggio alla Lazio: “Un’esperienza bellissima”
Nell’estate scorsa, Matteo approda alla S.S. Lazio, entrando a far parte della formazione Under 15 allenata da Alessio Fazi.
“È stato un grande passo per me,” racconta al Centro. “Alla Lazio mi trovo benissimo, è un ambiente molto professionale e stimolante.”
Nonostante la giovane età, il portiere abruzzese ha già avuto la possibilità di allenarsi con la Primavera biancoceleste, un traguardo prestigioso per un ragazzo del 2011.
“Sì, mi è capitato di allenarmi con la Primavera,” conferma. “È stato bello confrontarmi con ragazzi più grandi. I mister sono molto bravi, mi danno tanti consigli e ho imparato nuove cose.”
La maglia azzurra: “Un’emozione grandissima”
Il mese di novembre segna un’altra tappa fondamentale del percorso di Bedori: la convocazione per lo stage della Nazionale Under 15 al centro olimpico Giulio Onesti di Roma.
“Sì, è stato giovedì scorso,” racconta al quotidiano Il Centro. “Ho giocato titolare tutta la partita. Indossare la maglia azzurra è stata un’emozione grandissima.”
Un’esperienza che lo ha arricchito sul piano tecnico e umano, e che gli ha permesso di misurarsi con i migliori coetanei d’Italia.
“Adesso ci sarà un nuovo stage, un po’ più ristretto, dove prendono i migliori,” spiega.
Tra Lazio, Nazionale e scuola
Il calendario di Matteo è già pieno di impegni:
“Ora ci sarà il derby con il Pescara,” dice al Centro. “Sarà una partita particolare, perché per me Pescara significa tanto. Questa settimana siamo a riposo, ma poi si riparte.”
La scuola, però, resta una priorità.
“Frequento l’istituto Pascal a Roma, indirizzo informatica,” racconta. “Riesco a conciliare tutto grazie all’organizzazione che abbiamo con la società.”
Modelli e ispirazioni: “Mi piaceva Sorrentino, ex Pescara e Monza”
Parlando dei suoi riferimenti tra i pali, Bedori indica il portiere a cui si ispira e che considera un modello:
“Da piccolino mi ispiravo a Meret ed un mio ex mister mi chiamava Santemeret,” ricorda con simpatia. “Al Pescara c’era un portiere che mi è sempre piaciuto, Alessandro Sorrentino, che è passato dal Pescara al Monza ed ora è in prestito al Padova. Mi ispiro a lui.”
Il futuro: “Crescere passo dopo passo”
Alla domanda sul sogno nel cassetto, Matteo risponde con la maturità di chi ha già chiaro dove vuole arrivare:
“Il mio obiettivo è crescere passo dopo passo, arrivare in alto per fare almeno una presenza in prima squadra e continuare a divertirmi,” dice al Centro.
L’orgoglio di Popoli Terme
Il suo percorso non passa inosservato nella comunità che lo ha visto nascere e crescere. Il Comune di Popoli Terme ha espresso pubblicamente il proprio orgoglio per il giovane portiere, che in pochi anni è passato dai campetti locali al Pescara, alla Lazio e alla Nazionale.
Una promessa tra i pali
Determinato, umile e con i piedi ben piantati a terra, Matteo Bedori rappresenta una delle realtà più promettenti del calcio giovanile italiano.
Dal piccolo campo di Popoli Terme ai riflettori di Formello, fino alla maglia azzurra: la sua storia è la dimostrazione che i sogni, con impegno e sacrificio, possono davvero diventare realtà.






