GRAVINA RICORDA GALEONE: “IL SUO CALCIO ERA POESIA”
«Una perdita importante». Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha ricordato Giovanni Galeone, scomparso domenica 2 novembre all’età di 84 anni. Le sue parole, rilasciate al quotidiano Il Centro in un’intervista curata da Orlando D’Angelo, raccontano il sentimento diffuso di cordoglio nel mondo del calcio per la scomparsa del “Profeta”.
«La sua visione di un calcio vissuto con leggerezza ci mancherà – ha dichiarato Gravina –. Era un uomo che sapeva unire il rigore del tecnico alla leggerezza dell’artista».
A Udine, si sono svolti i funerali del tecnico, che nel corso della sua lunga carriera ha saputo lasciare un segno indelebile soprattutto a Pescara, città che lo ha amato per il suo calcio spettacolare e coraggioso. Galeone è stato anche il mentore di numerosi allenatori della nuova generazione, tra cui Rino “Ringhio” Gattuso, oggi commissario tecnico della Nazionale, lanciato proprio da lui ai tempi del Perugia.
«Il suo calcio fatto di poesia, gioia, amicizia, vissuto anche in tanti momenti conviviali è una dimensione che oggi ci manca – ha aggiunto Gravina nell’intervista –. Credo che, per tutti noi, la morte di Giovanni Galeone rappresenti una grande perdita».
Il presidente federale, trattenuto a Roma da impegni istituzionali, non ha potuto partecipare alle esequie ma ha voluto far giungere alla famiglia e ai tifosi il suo pensiero di riconoscenza verso un uomo che ha insegnato a vivere il calcio come libertà e passione.



