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SPACCIO DI DROGA, DUE NUOVI INDAGATI NELL’INCHIESTA SU MADRE E FIGLIO

Droga, due nuovi indagati nell’inchiesta su madre e figlio: sequestrati beni per 200 mila euro

Si allarga l’inchiesta della Procura di Sulmona sul presunto traffico di droga che vede coinvolti madre e figlio, già accusati di spaccio in concorso. Al fascicolo si aggiungono infatti due nuovi nomi: un 36enne di Pratola Peligna e un 22enne di Sulmona, entrambi ritenuti parte attiva nella rete di cessioni di cocaina e marijuana scoperta dai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro.

Secondo l’impianto accusatorio, il 36enne avrebbe affiancato la 52enne — principale indagata — nelle attività di spaccio tra il luglio 2024 e il marzo 2025, contribuendo alla vendita di cocaina e hashish a una ventina di clienti abituali. Le indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni e testimonianze, hanno documentato almeno 640 cessioni di sostanze stupefacenti nel periodo monitorato.

Più complessa la posizione del 22enne, già noto alle forze dell’ordine per un episodio di colpi d’arma da fuoco contro una palazzina di Sulmona. Nei suoi confronti l’accusa ipotizza tre episodi di spaccio in concorso con la donna e il figlio 25enne: la vendita di 100 grammi di cocaina a un giovane pratolano poi arrestato dai carabinieri, la cessione di altri 300 grammi della stessa sostanza a un 20enne fermato dalla guardia di finanza su un monopattino e, infine, la fornitura al 25enne di ingenti quantità di droga — 24 mila euro in cocaina e 16 mila euro in marijuana — destinate al mercato locale.

Nel corso delle verifiche patrimoniali è emersa anche la posizione di un 48enne, non indagato, che avrebbe ricevuto 12 mila euro su un proprio conto dalla 52enne. Il denaro, formalmente legato allo scioglimento di un contratto preliminare per l’acquisto di una casa, è ora sotto la lente degli investigatori.

L’inchiesta ha portato al sequestro di conti correnti, conti gioco e beni per un valore complessivo di circa 200 mila euro. Una cifra ingente, ma solo in parte recuperata: gran parte dei proventi dello spaccio sarebbe già stata spesa dagli indagati.

A difendere madre e figlio è l’avvocato Marco Zanna, del foro di Pescara, che ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tribunale del Riesame dell’Aquila per contestare le misure disposte.

Nella foto di copertina la procura del tribunale di Sulmona al completo

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