ABUSI SULLA 12ENNE, IL RIESAME CONFERMA IL CARCERE PER I DUE MINORI. I GENITORI: “STA MALE MA DICE LA VERITÀ”
Sta ancora lottando con la paura e la vergogna, quella bambina di appena dodici anni che ha trovato la forza di denunciare. Oggi i suoi genitori parlano con la voce di chi soffre ma non si arrende: «Nostra figlia ha raccontato la verità ed è distrutta dal dolore che si porta dentro. Vive nella paura, ma la verità non può tacere. È l’unica cosa che va difesa, sempre».
Mentre la famiglia cerca di tenere insieme i pezzi di una vita spezzata, la giustizia va avanti. Il Tribunale per il Riesame dell’Aquila ha confermato la custodia cautelare in carcere per i due ragazzi di 14 e 17 anni coinvolti nella terribile vicenda. L’istanza di revoca o modifica della misura, presentata dai loro difensori, Alessandro Margiotta e Raffaella D’Amario, è stata rigettata: per i giudici restano gravi gli indizi di colpevolezza. Le motivazioni saranno rese note entro sessanta giorni, ma la difesa ha già annunciato ricorso in Cassazione.
I due minorenni, come anche il 18enne arrestato in precedenza, continuano a negare ogni responsabilità. Eppure, secondo gli inquirenti, la dodicenne sarebbe stata abusata e filmata prima dal 14enne e poi dal 18enne, con la complicità del 17enne. Quel video, finito in una chat di gruppo, ha segnato il confine tra la paura e il coraggio: la bambina ha composto il numero 114, la linea d’emergenza per le vittime di abusi, trovando finalmente qualcuno disposto ad ascoltarla.
Da lì è partito tutto: le indagini, il racconto agli psicologi e ai carabinieri, gli arresti. Ma per lei, come per la sua famiglia, non esiste ancora pace. «Ogni giorno è più difficile – raccontano i genitori –. Vederla così fa male. È come se dentro avesse una ferita che non smette di sanguinare».
Nel frattempo, la Procura per i Minorenni dell’Aquila, con il sostituto procuratore Angela D’Egidio, ha chiesto al gip Roberto Ferrari di disporre l’incidente probatorio: la ragazzina dovrà essere ascoltata di nuovo in audizione protetta, con l’aiuto di esperti, per mettere un punto fermo sulla sua testimonianza.
Una nuova prova di forza per una bambina che ha già affrontato troppo. Ma la sua voce, quella che ha avuto il coraggio di chiedere aiuto, resta oggi il simbolo più potente di questa storia: fragile, ma determinata. Come la verità che chiede di essere ascoltata.


