PICCHIÒ LA MADRE 91ENNE MA LE SUE CONDIZIONI NON SONO COMPATIBILI CON IL CARCERE
Picchiò la madre 91enne, ma le sue condizioni non sono compatibili con il carcere: sospesa la decisione sulla misura cautelare
SULMONA, 22 ottobre – Aveva costretto la madre novantunenne a chiudersi in camera per paura delle sue reazioni violente. Una storia di maltrattamenti familiari che ha sconvolto un intero quartiere di Sulmona e che ora si intreccia con la salute dell’uomo finito in manette. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha sospeso la decisione sulla sostituzione della misura cautelare nei confronti del 58enne arrestato lo scorso 14 settembre per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, ritenendo necessario un approfondimento sulle sue condizioni psico-fisiche.
Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Alberto Paolini, l’uomo non può restare in carcere: soffrirebbe infatti di diverse patologie, documentate dal SerD e da altri professionisti sanitari. Il legale ha chiesto quindi l’applicazione di una misura di sicurezza o, in alternativa, di una misura cautelare meno afflittiva.
Il giudice ha disposto una perizia medica affidata al dottor Mario Di Napoli per valutare le reali condizioni del 58enne, e ha ordinato ai sanitari del carcere di Sulmona di trasmettere una relazione dettagliata sul suo stato di salute e sull’eventuale terapia in corso.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe maltrattato per anni la madre, arrivando a minacciarla di morte (“ti ammazzo”) e a lanciare contro di lei mobili e oggetti. L’ultimo episodio, quello che ha fatto scattare l’arresto, risale al 14 settembre: in preda a un violento scatto d’ira, avrebbe colpito la donna al braccio e alla gamba.
Quando i carabinieri sono intervenuti per bloccarlo, l’uomo – in evidente stato di agitazione – si sarebbe scagliato anche contro di loro, minacciandoli. Sia la 91enne sia uno dei militari sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, dove i medici hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in 4 e 6 giorni.
Ora la parola passa ai medici e al perito nominato dal tribunale: sarà la loro relazione a stabilire se il 58enne potrà restare in carcere o se dovrà essere trasferito in una struttura idonea alle sue condizioni di salute.



