NIKO ROMITO AL VERTICE DELLA CUCINA ITALIANA: “REALE” TRA I MIGLIORI RISTORANTI DEL GAMBERO ROSSO
Niko Romito torna a brillare sulla scena gastronomica nazionale. Con il suo ristorante Reale a Castel di Sangro, lo chef abruzzese conquista nuovamente il massimo riconoscimento della Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso, guadagnandosi le prestigiose Tre Forchette e un punteggio di 97 centesimi, pari merito con Massimo Bottura dell’Osteria Francescana e Enrico Crippa di Piazza Duomo.
“Essere al vertice della guida da nove anni mi emoziona ma ci dà anche tanta responsabilità”, racconta Romito insieme alla sorella Cristiana, maitre e sommelier del ristorante-cult abruzzese. La sua filosofia è chiara: ispirarsi alla cucina domestica e quotidiana, trasformandola in un’esperienza coerente con il territorio e capace di dialogare con una clientela sempre più esigente. “Quello che amo dei giovani talenti – aggiunge – è che non cercano teatralità ma profondità e specializzazione”.
La guida del Gambero Rosso premia quest’anno 55 ristoranti con le Tre Forchette, con alcune new entry di spicco come Il Luogo Aimo e Nadia a Milano e Villa Maiella a Guardiagrele, mentre alcune storiche realtà come Del Cambio a Torino escono dalla lista. Tra le novità più sorprendenti, la trattoria La Madia a Brione (Brescia) conquista il titolo di “miglior ristorante dell’anno” grazie alla creatività di Michele Valotti, che trasforma il repertorio classico in un laboratorio contemporaneo di ricerca continua.
Un’attenzione speciale viene riservata anche agli italiani all’estero: il premio per il “Miglior ristorante italiano all’estero” va a Clara Restaurant di Bangkok, fondato dallo chef pugliese Christian Martena e dalla compagna Clara Del Corso Martena. Tra gli altri riconoscimenti, Arso a Orvieto è la “Novità dell’anno”, Andrea De Lillo di Nin sul Garda è il cuoco emergente, e Clizia Zuin di Atto a Firenze la miglior sommelier.
Con 2.580 indirizzi recensiti, di cui 382 novità, la guida traccia un mosaico della cucina italiana che abbraccia territori e stili differenti, dal fine dining alle osterie di provincia, dove la convivialità resta un pilastro: 49 locali ottengono i Tre Gamberi, a conferma del ruolo sociale delle osterie.
“Essere premiati da una guida così prestigiosa è la conferma che la cucina italiana non è mai stata così in salute”, concordano Romito e Crippa. E mentre i vertici della ristorazione continuano a rinnovarsi, la passione e la ricerca di talenti giovani rimangono al centro del futuro della gastronomia nazionale.



