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ZOOTECNIA IN GINOCCHIO: CONFAGRICOLTURA DENUNCIA “FAVORITISMI E BUROCRAZIA CHE PENALIZZANO GLI ALLEVATORI ABRUZZESI”

“Mentre i cani cambiano proprietario gratis, per ovini e bovini si paga anche il bollettino”. L’appello alla Regione: “Serve equità, non ideologia”

L’AQUILA. – Una burocrazia che pesa solo su chi produce. È la denuncia lanciata da Confagricoltura L’Aquila, che torna a segnalare una disparità di trattamento a danno della zootecnia abruzzese.

Secondo l’associazione, mentre per gli animali d’affezione – come cani e gatti – i cambi di proprietà o di residenza vengono effettuati gratuitamente nell’ambito del programma regionale sul randagismo, per gli animali da reddito (bovini, ovini e caprini) gli allevatori sono obbligati a versare 7 euro alla ASL per ogni variazione anagrafica, nonostante il costo reale del servizio sia nettamente inferiore.

“Non contestiamo la sensibilità verso gli animali – dichiara Confagricoltura L’Aquila – ma non accettiamo che la tutela si trasformi in disparità. Non è accettabile che chi alleva, cura e mantiene in vita un comparto produttivo debba pagare per una pratica amministrativa che in altri casi è gratuita”.

 “Un sistema distorto che penalizza chi produce valore”

Per Confagricoltura, questa differenza è il simbolo di un sistema distorto in cui chi genera valore economico e presidia il territorio viene sistematicamente penalizzato.

Il settore zootecnico in Abruzzo – spiegano – vive da anni una situazione di sofferenza strutturale: aumento dei costi di gestione, mancanza di manodopera, calo dei prezzi alla stalla e una burocrazia sempre più oppressiva.

“Anche sette euro per ogni capo – prosegue l’associazione – diventano una tassa insensata per aziende spesso familiari e già schiacciate dagli adempimenti. Ogni nuovo costo o passaggio amministrativo si traduce in un colpo alla redditività. La burocrazia dovrebbe sostenere il lavoro agricolo, non ostacolarlo”.

 “Serve pragmatismo, non ideologia”

Confagricoltura punta il dito contro un approccio ritenuto “troppo ideologico” e distante dalla realtà degli allevamenti:

“Serve un atteggiamento più pragmatico e meno influenzato da visioni ideologiche. La crescente attenzione verso gli animali da compagnia non può diventare un pretesto per penalizzare chi lavora ogni giorno con gli animali da reddito”.

Secondo l’associazione, esiste un “squilibrio culturale e normativo”: si finanziano campagne per la tutela di cani e gatti, ma non si riconosce il ruolo sociale, economico e ambientale degli allevatori, “che presidiano il territorio e tengono vive le aree interne”.

“L’amore per gli animali – si legge ancora nella nota – non può essere usato come scudo ideologico per giustificare ingiustizie amministrative”.

La richiesta alla Regione Abruzzo

Confagricoltura L’Aquila chiede alla Regione Abruzzo e alle ASL competenti di ripristinare un principio di equità amministrativa, eliminando o riducendo drasticamente i costi dei bollettini per gli animali da reddito e uniformando le procedure a quelle già previste per gli animali d’affezione.

“Non si può parlare di tutela animale dimenticando chi li alleva – conclude l’associazione –. Gli allevatori non chiedono privilegi, ma coerenza, rispetto e pari dignità. La Regione deve intervenire per garantire un trattamento equo, a tutela di un settore che rappresenta la storia, l’identità e il futuro del nostro territorio rurale”.

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