UN CHILO DI DROGA E 240MILA EURO IN CONTANTI: IL GIP CONVALIDA IL SEQUESTRO DEI BENI A FRANCESCO CAMPELLONE
Il giudice Irene Giamminonni conferma il provvedimento per sproporzione disposto dalla Procura. Sotto sequestro quattro auto per un valore di 60mila euro. Indagini della Guardia di Finanza ancora in corso.
Si allarga l’inchiesta sul giro di droga e denaro scoperto lo scorso 26 settembre a Sulmona. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha infatti convalidato il sequestro preventivo per sproporzione emesso nei giorni scorsi dalla Procura della Repubblica, diretta da Luciano D’Angelo, con il sostituto Edoardo Mariotti, nei confronti del 36enne Francesco Campellone, già arrestato con oltre un chilo di stupefacente e quasi 240mila euro in contanti.
La convalida è arrivata nella mattinata di oggi e conferma la legittimità del sequestro urgentedisposto dalla Guardia di Finanza, che sta conducendo le indagini coordinate dal capitano Cecilia Tangredi. I militari, nei giorni scorsi, si erano presentati sotto l’abitazione dell’indagato con un carro attrezzi, per eseguire il decreto e sequestrare quattro autovetture, tra cui una d’epoca, per un valore complessivo stimato in 60mila euro.
Il sequestro patrimoniale segue quello, già eseguito, del denaro contante rinvenuto nel blitz di fine settembre, quando le fiamme gialle avevano scoperto 540 grammi di cocaina, 200 grammi di hashish, bilancini di precisione, tirapugni e coltelli, oltre alla somma di 236mila euro in banconote di vario taglio nascosta in una borsa.
Un’operazione che aveva portato all’arresto in flagranza di reato del 36enne e all’apertura di un fascicolo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e possesso ingiustificato di denaro di sospetta provenienza illecita.
Con la convalida del sequestro dei beni, la Procura estende ora le verifiche sul patrimoniodell’indagato, ritenendo sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Gli inquirenti stanno passando al setaccio beni mobili e immobili, mentre proseguono le analisi sugli otto telefoni cellulari rinvenuti nel deposito durante il blitz, che potrebbero contenere elementi utili a ricostruire la rete dei contatti e i canali di approvvigionamento della droga.
Ulteriori sviluppi, fanno sapere fonti investigative, non sono esclusi nelle prossime settimane, quando l’inchiesta sarà formalmente chiusa e trasmessa al gip per le determinazioni sul rinvio a giudizio.



