POLIGONO DI AMITERNUM: L’INCOMPATIBILE DISCRASIA TRA SPARI E STORIA
LāAQUILA ā Come può il Comune capoluogo di Regione sostenere anche finanziariamente un poligono di tiro in piena area archeologica? Quello dellāAquila lo fa. Anzi, quel frastuono di proiettili (non bastassero le guerre in corso), il nostro Comune loĀ finanzia. Non so come la vedono i lettori, ma questo fatto non ĆØ normale, sfugge al buon senso. Il comitato cittadino che da tempo pone il problema dellāinquinamento acustico (e di piombo, aggiungo io), ha mille ragioni a lottare per la chiusura di quel luogo e la bonifica di quella ferita inferta alla montagna che catastalmente ricade nel territorio di Pizzoli. Di fronte, chi si diverte a sparare, ha infatti uno dei parchi archeologici più importanti dāAbruzzo: i resti meravigliosi dellāantica cittĆ di Amiternum, sabina prima, romana poi. Quasi tremila anni di storia oggetto di studi e ricerche da parte dellāUniversitĆ dellāAquila (a cura del Professor Alfonso Forgione, del dipartimento di Scienze Umane), che hanno portato ad individuare anche il foro romano, che ricade esattamente in quello che oggi ĆØ il Vecchio Mulino. Bisogna potenziare le strutture attrattive per il turismo, sentiamo ripetere da più parti in Comune, con il 2026 che vedrĆ LāAquila capitale della Cultura. Nella realtĆ si fa tutto il contrario. Praticamente chi visiterĆ lāantica Amiternum dovrĆ farlo con le cuffie, poichĆ© il rumore dei colpi di arma da fuoco ĆØ insopportabile. Cosa si nasconde dietro questa inerzia (con finanziamenti) da parte del Comune dellāAquila? Sarebbe interessante saperlo. PerchĆ© quel luogo non dovrebbe ospitare un poligono di tiro, ma un punto di osservazione meraviglioso per ammirare le bellezze dei resti dellāantica capitale Amiternina. Dovrebbe offrire ai turisti punti di ristoro e di vendita di prodotti tipici della conca aquilana e non una succursale da prima linea di fuoco.
Giosafat Capulli





