CronacaHomeIn Evidenza

UCCIDE LA MOGLIE DAVANTI AL NIPOTE E FUGGE IN CARROZZINA: ANTONIO MANCINI, EX BUTTAFUORI DI SULMONA, ARRESTATO DOPO LA FUGA

 La vittima è Cleria Mancini, 66 anni. L’uomo, con precedenti penali e un passato burrascoso nella città ovidiana, aveva minacciato la donna e pubblicato sui social messaggi inquietanti. La Procura parla di “tragedia annunciata”.

Una tragedia annunciata che ha sconvolto Lettomanoppello. Antonio Mancini, 66 anni, ha ucciso con un colpo di pistola l’ex moglie, Cleria Mancini, coetanea e sarta, colpendola in strada davanti al nipotino di 12 anni. Il delitto è avvenuto nei pressi di una farmacia, sotto gli occhi scioccati dei passanti.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Popoli Terme, l’uomo, dopo aver minacciato la donna con frasi del tipo “vi uccido tutti”, ha esploso tre colpi di pistola da un’arma risultata rubata nel 2011 a un agente della Polizia Penitenziaria. Uno di questi ha raggiunto la 66enne, uccidendola sul colpo, mentre un altro proiettile ha colpito il lunotto posteriore di un’auto, sfiorando il bambino.

Dopo il delitto, Mancini si è dato alla fuga a bordo di una carrozzina elettrica, raggiungendo un bar a Turrivalignani, dove si è barricato per oltre un’ora. È stato poi bloccato e arrestato dai carabinieri, al termine di un delicato intervento. Le accuse nei suoi confronti sono omicidio aggravato, tentato omicidio, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

Ma la figura di Mancini non era sconosciuta agli inquirenti. Negli anni Novanta, infatti, l’uomo aveva vissuto a Sulmona, dove era noto come buttafuori di un night club della città. In quel periodo finì nel mirino della polizia per una serie di episodi violenti, legati a risse e presunti ambienti di mala frequentazione.

Una “vecchia conoscenza” delle forze dell’ordine, dunque, considerata già allora persona dall’indole impulsiva e pericolosa, capace di scatti d’ira e comportamenti aggressivi.

Il suo profilo violento era emerso anche online: sui social network, dove si faceva chiamare “Antonio Ayatollah”, pubblicava foto e frasi inquietanti. In un post scriveva “La valigia per il fine pena mai è pronta”, accanto a un borsone; in un altro si mostrava con coltelli in mano, scrivendo “Da oggi non ho niente da temere e da perdere”. Non mancavano elogi a Totò Riina e messaggi di rabbia e vendetta, che oggi appaiono come preludio al tragico epilogo.

I due ex coniugi erano separati da tempo, ma i rapporti erano rimasti tesi, segnati da minacce e conflitti familiari. Il figlio della coppia, disperato, ha raccontato di aver chiesto più volte che venissero ritirate le armi al padre, senza che la richiesta trovasse seguito.

La Procura della Repubblica di Pescara, con il pm Giuliana Rana, ha definito il caso una “tragedia annunciata” e ha affidato le indagini ai carabinieri di Popoli Terme. Si attende ora l’esito dell’autopsia sul corpo della vittima, la 66enne Cleria Mancini, colpita a morte senza che nemmeno la presenza del nipotino potesse fermare la furia dell’assassino.

La comunità di Lettomanoppello è sotto choc, e anche a Sulmona, dove Mancini aveva lasciato da anni un segno del suo passato violento, la notizia ha destato sgomento e inquietudine. Una storia che intreccia rabbia, ossessione e degrado umano, finita nel modo più tragico possibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *